7 motivi davvero validi per aprire partita IVA

Hai un’idea che vuoi portare avanti come imprenditore di te stesso? L’Italia non sta attraversando un periodo felice dal punto di vista economico e molti imprenditori decidono di gettare la spugna ancora prima di cominciare, spaventati dal livello di tassazione, dalle procedure burocratiche, dalla concorrenza spietata.

Non é il tuo caso? Hai un sogno che intendi perseguire e che non mollerai finché non avrai successo? Non mollare! Ultimamente sono state varate alcune agevolazioni e tutele che possono aiutarti a rendere la tua esperienza più soddisfacente ed entusiasmante di un piatto lavoro a tempo indeterminato.

Libertà dell’indipendenza

Sai cosa significa non avere “padroni”? Avere una partita IVA significa non dover rendere conto a nessuno. Significa che puoi gestire la tua attività come meglio credi, senza dover avere l’approvazione di un capo. Se un giorno vuoi prendertelo di riposo non sei costretto a doverlo chiedere a qualcuno o a dover dare spiegazioni.

Questo non significa che puoi prendertela con comodo, perché alla fine é l’impegno che paga, ma sicuramente non dover sottostare agli altri é qualcosa di impagabile. Un libero professionista sa di poter contare solo sulle sue forze e nessuno gli dice come deve gestire il suo lavoro.

Regime agevolato

Se sei un nuovo imprenditore, quasi sicuramente sai che non avrai sin da subito grandissimi guadagni. In questo caso il sistema fiscale italiano viene in tuo aiuto: puoi aderire al regime forfetario e pagare, al posto dell’IRPEF (che va dal 23% al 43%), un’imposta sostitutiva del 15% e non sul 100% dei ricavi, ma su una percentuale che va dal 40 al 75% dei tuoi ricavi, in base al tuo settore.

Si tratta di un’agevolazione di non poco conto. Infatti negli ultimi anni tanti giovani e non, si sono fatti forza e, incoraggiati da queste agevolazioni, hanno deciso di dare vita al proprio business. Certi che le tasse da pagare non saranno alte, almeno se non si supera un certo volume di ricavi.

Contributi INPS

Se decidi di aprire la partita IVA, dovrai versare da solo i tuoi contributi all’INPS. Questo non é un aspetto molto felice della libera professione, ma se pensi che fino a non molti decenni fa non esisteva la pensione, é sicuramente un traguardo da non sottovalutare. Pensala così: i soldi che versi all’INPS non vanno persi: servono per garantirti la pensione quando sarai anziano.

Indennità di malattia

Se poco a poco tempo fa, liberi professionisti e lavoratori autonomi non avevano alcuna tutela n caso di malattia, ora le cose sono cambiate: con il D.L. 201/2011 poi convertito nella L. 214/2011, é stata introdotta anche per gli autonomi l’indennità di malattia per degenza ospedaliera o per malattia domiciliare.

Se quindi sei ricoverato in ospedale oppure devi stare a casa perché ammalato, finalmente sei tutelato. Purtroppo l’indennità é inferiore rispetto a quella percepita dai lavoratori dipendenti. C’è ancora molta strada da fare in tal senso, ma é già un inizio che lo Stato abbia finalmente compreso la necessità di una svolta.

Disoccupazione

Molti pensano che se l’attività male e si debba chiudere baracca e burattini, non ci sia nessuna tutela da parte dell’INPS. Non è vero! I lavoratori dipendenti possono usufruire dell’indennità di disoccupazione (ora chiamata NASPI), ma anche i commercianti sono tutelati in tal senso.

Se infatti chiudi la tua attività, hai diritto a una indennizzo per cessata attività. Così come avviene per i lavoratori dipendenti, hai diritto a questo aiuto solo se hai una certa anzianità contributiva. Nello specifico occorrono almeno 5 anni di contribuzione obbligatoria INPS.

Gestione dell’orario

Se hai un negozio ti atterrai a specifici orari di lavoro, ma se il tuo settore é un altro, potrai gestire il tuo tempo come meglio credi. Se sei un truccatore o un parrucchiere é probabile che lavorerai molto nel week end, ma se sei uno sviluppatore web o un grafico puoi decidere tu quando lavorare: di notte, di giorni, nei festivi o nel week end.

Ferie

Se sei un lavoratore dipendente, può succedere che il periodo di ferie non potrai scegliertelo. Di solito le aziende chiudono ad agosto e a dicembre (a meno che lavori nel commercio) e quindi sarai costretto a fare le ferie “forzate” in questo periodo.

Se invece sei un imprenditore o un libero professionista, nulla ti vieta di prendere le ferie a ottobre, a marzo, a giugno, come meglio credi e come ritieni più opportuno per la tua attività e per il tuo benessere psicofisico. D’altronde le ferie servono proprio a questo.