Aliquota cedolare secca in base ai vari contratti

La cedolare secca è un regime di tassazione sugli affitti che il proprietario dell’immobile può scegliere in alternativa al regime ordinario: si tratta quindi di un’opzione, una possibilità che il contribuente può scegliere al momento della stipula del contratto di locazione.

Ma quali sono precisamente le aliquote previste optando per questo regime di vantaggio? E soprattutto, è possibile optare per la cedolare secca per tutti i tipi di contratto, per esempio a canone concordato, a canone libero, a canone transitorio per affitti brevi? Ecco una precisa risposta a tutte le vostre domande.

Affitto

Tassazione

L’aliquota applicata é pari al 21% del canone annuo. Se quindi per esempio in un anno hai un reddito derivante da affitti pari a 5.000 euro, pagherai 1.050 euro di imposta a titolo di cedolare secca.

Tuttavia, è prevista un’aliquota ridotta, ma solo per gli affitti stipulati con contratto a canone concordato ed ubicati nei comuni

  • con carenze di disponibilità abitative, ossia Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, i comuni confinanti con questi ultimi ed anche gli altri comuni capoluogo di provincia (articolo 1, lettera a) e b) del dl 551/1988).
  • Nei comuni ad alta tensione abitativa (Comuni che sono stabiliti dal Cipe).

Per queste tipologie di comune, ove il contratto sia a canone concordato, l’aliquota è pari al 10% fino al 2017 (poi potrebbe tornare al 15%).

Chi può aderire

Possono optare per la cedolare secca i proprietari (solo persone fisiche, non imprese o professionisti) di immobili a destinazione abitativa (ossia per gli immobili iscritti al catasto urbano con le categorie da A/1 ad A/11 – ad esclusione di A/10, uffici e studi professionali – e relative pertinenze.

Si può optare per la cedolare secca se il contratto di affitto è a canone transitorio, breve, per esempio per un affitto a studenti?

Certo, se l’immobile è affittato ad uso di abitazione e il proprietario e l’affittuario sono persone fisiche (non sono ditte, professionisti o società), si può tranquillamente optare per il regime in cedolare secca, anche se si tratta di un contratto di affitto breve. Anche se di durata inferiore a 30 giorni e quindi non obbligato alla registrazione presso l’Agenzia delle Entrate.

Non importa quindi che tipologia di contratto sia (4+4, affitto breve, etc.), si può sempre optare per la cedolare secca, purchè sussistano gli elementi suddetti.

Quando si paga

Il reddito derivante dall’affitto dovrà essere inserito nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo (nel modello 730 o Unico) e il pagamento deve essere eseguito con le stesse modalità con cui si paga l’IRPEF.

In pratica, per il primo periodo di imposta non sono dovuti acconti, ma si pagherà solo l’imposta a saldo l’anno successivo. Dal secondo anno si inizieranno a versare anche gli acconti, così come avviene per l’Irpef.

Fonte: Agenzia delle Entrate

Hai bisogno di aiuto?