Assegni familiari arretrati dipendente licenziato Inps

Un dipendente che viene licenziato, se in passato non ha percepito gli assegni familiari che gli spettavano di diritto, ha diritto a riscuoterli, anche dopo il licenziamento. Nello specifico, può fare valere il suo diritto entro cinque anni, dopodichè il diritto va in prescrizione e nulla é più dovuto.

Da quando si calcolano i cinque anni, da che data? Come fare la domanda per l’ottenimento degli assegni familiari arretrati? La richiesta va fatta all’ex datore di lavoro oppure può essere inoltrata direttamente all’INPS? Entro quanto tempo saranno rimborsati gli assegni? Di seguito una risposta alle domande più frequenti.

INPS

Assegni familiari arretrati dipendente licenziato Inps

La circolare numero 110/1992 articolo 21 l’INPS ha sottolineato che il lavoratore ha diritto a percepire gli assegni familiari arretrati entro cinque anni. Il termine di cinque anni decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si ha diritto all’assegno. Se quindi hai diritto a un assegno familiare a partire da gennaio 2015, i cinque anni si contano a partire da febbraio 2015: puoi far valere il tuo diritto entro il 2020. Potrai chiedere gli arretrati ANF anche se non sei più dipendente dell’azienda, indipendentemente dal motivo per cui te ne sei andato: per pensione, per licenziamento o dimissioni. E’ un tuo diritto ottenerli.

Come fare per richiedere gli arretrati degli assegni familiari

La domanda va fatta al tuo ex datore di lavoro. Devi compilare e consegnargli il modulo SR16 ANF/DIP. Attenzione: il modulo deve essere compilato con i dati riferiti al periodo in cui avevi diritto all’assegno. Dovrai quindi indicare i dati reddituali e la composizione del tuo nucleo familiare non alla data attuale, ma alla data per cui richiedi l’assegno.

Per esempio: hai lavorato per l’azienda X dal 2015 al 2016, non ti hanno versato gli assegni familiari. Nel 2018 (quindi entro i 5 anni) decidi di chiederne gli arretrati. Nella compilazione del modulo, non dovrai indicare i dati attuali (reddito e nucleo familiare al 2018), ma i tuoi dati nel periodo 2015/2016, ossia il reddito familiare di quegli anni e la composizione del nucleo familiare di quegli anni.

Se sei un ex dipendente, l’azienda è tenuta a versare gli arretrati. In caso di comportamento scorretto o ostativo, puoi appellarti al DPL o al giudice del lavoro. E’ consigliabile, durante questa pratica, farsi assistere da un buon patronato o un buon consulente del lavoro.

Si possono chiedere gli arretrati direttamente all’INPS?

Sul sito INPS é specificato che é possibile chiedere gli arretrati direttamente all’INPS in due casi:

– dai lavoratori titolari di prestazioni previdenziali (disoccupazione, mobilità, cassa integrazione) e compilando, per la domanda, non il modulo di cui sopra, ma il modulo ANF/PREST (SR 32) reperibile sul sito INPS o presso le sedi INPS.

– dai pensionati da lavoro dipendente, compilando non il modulo id cui sopra, ma i modulo specifici reperibili sempre sul sito INPS o presso le sedi INPS(ad esempio: AP 01 per anzianità, AP 02 per vecchiaia e AP 57 VO IO).

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