Assicurazione vita caso morte: come funziona

Le compagnie assicuratrici hanno ideato dei prodotti volti a tutelare le famiglie in caso di eventi nefasti, come quello della perdita di un familiare. Quando la perdita riguarda la persona che contribuiva al reddito familiare in maniera più importante o esclusiva, al dolore della perdita si aggiungono purtroppo i problemi economici.

Proprio per questo nascono le polizze vita caso morte: sono delle polizze che proteggono la famiglia nel caso di una propria improvvisa scomparsa. Alla morte del titolare della polizza praticamente, l’assicurazione versa una somma di denaro, che le persone care beneficiarie potranno utilizzare nella maniera che ritengono più opportuna, come per esempio per pagare le rate di mutuo, riorganizzarsi dal punto di vista economico.

Assicurazione

Cosa si intende

Per capire meglio, facciamo un esempio pratico. Puoi sottoscrivere una polizza assicurativa che, dietro pagamento mensile di 15 euro, assicuri i tuoi cari per un importo di 100.000 euro in caso di tua morte. Il premio mensile (nell’esempio pari a 15 euro), può essere detratto dalle tasse, nella misura del 19% fino ad un limite massimo di 530 euro annui.

Prima di sottoscrivere la polizza, alcune compagnie prevedono il superamento di una visita medica. Altre invece ritengono sufficiente la sola dichiarazione di stato di buona salute.

Suicidio

L’assicurazione paga anche in caso di suicidio dell’assicurato? L’art. 1927 del codice civile, prevede che l’assicurazione debba pagare anche in caso di suicidio, ma solo se sono trascorsi almeno due anni dalla stipula della polizza.

Con questa norma, il legislatore ha ritenuto poco probabile che, un soggetto che abbia deciso di suicidarsi, aspetti e conviva con questa consapevolezza per più id due anni. Diversamente, se il soggetto si suicida prima dei due anni, nulla è dovuto, salvo patto contrario.

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