Bail in entrata in vigore Italia 2016

Il 2 luglio 2015, la Camera ha approvato definitivamente la legge di delegazione europea che, tra le altre cose (recepisce ben 56 direttive e 9 decisioni quadro Ue) disciplina anche gli strumenti di intervento in caso di problemi degli istituti di credito, introducendo il bail in (direttiva europea 2014/59/UE per la gestione delle crisi bancarie).

Qual é la definizione di bail in? Il bail in, consiste nell’attribuzione dei costi del fallimenti di una banca ai soggetti privati. Di cosa si tratta? Quali saranno le conseguenze per coloro che hanno dei risparmi depositati in banca? Vediamole di seguito.

Soldi

La norma nasce da una precisa ratio, senza mezzi termini: dei problemi delle banche, se ne devono occupare coloro che ci sono dentro. Significa che, dal 1° gennaio 2016, anno di entrata in vigore della legge, qualora una banca dovesse entrare in crisi, non sarà più il governo a farsene carico. O meglio non sarà solo il governo, ma anche gli stessi risparmiatori che vi hanno investito.

Cosa significa? Che potranno essere fatti dei prelievi forzosi sui conti correnti? Esattamente. Gli italiani ancora stentano a riprendersi da quella notte d’estate del 1992 quando, il governo di Giuliano Amato, con un decreto d’emergenza permise il prelievo del sei per mille da tutti i conti correnti degli italiani.

A distanza di più di 20 anni, si passa nuovamente da un sistema in cui la risoluzione delle crisi è gestita da soggetti esterni (da cui il termine bail-out), come lo Stato, ad un nuovo sistema, che attribuisce il compito della gestione della crisi a soggetti interni alla banca stessa.

Come funziona

Cosa succederà? In pratica, se fino ad ora i correntisti si sentivano (più o meno) in una botte di ferro anche in caso di crisi della banca, considerando che lo stato é sempre intervenuto per la loro salvezza, con questa nuova legge si dormiranno meno sonni tranquilli: in qualsiasi momento, per risolvere la crisi, potrebbe essere ordinato un prelievo forzoso sui conti.

Eccezioni

Per fortuna saranno tutelati i piccoli risparmiatori e qualche altra categoria. Rimangono infatti esclusi dall’applicazione del bail-in:

  • i depositi di valore inferiore a 100.000 euro (chi quindi in banca ha meno di 100.000 euro può continuare a dormire sonni tranquilli);
  • le obbligazioni garantite da attività dell’istituto di credito;
  • i debiti a breve sul mercato interbancario.

Inoltre, la direttiva stabilisce che, anche in caso di depositi superiori a 100.000 euro, le persone fisiche e le PMI siano colpite solo dopo gli altri creditori più importanti (cosiddetto pecking order).

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