Berlusconi rimborsa IMU

Monti non ci crede, ma Berlusconi continua la sua campagna elettorale e spiega per filo e per segno come farà a restituire l’IMU agli italiani: chi lo scorso anno ha pagato l’IMU (grazie alla quale nelle casse dello Stato sono entrati circa 4 miliardi di euro, l’equivalente del prestito statale fatto a MPS…) sarà rimborsato al 100% della somma versata.

Durante una delle ultime conferenze stampa a Milano, Berlusconi ha annunciato che nel primo Consiglio dei Ministri sarà proposto il risarcimento dell’IMU per la prima casa relativo all’anno 2012. Con quali fondi sarà finanziata questa restituzione? E mentre i suoi avversari mostrano sgomento di fronte a questa promessa, il Cavaliere prosegue.

Quei 4,5 miliardi di IMU pagata dai cittadini potranno essere restituiti grazie al raggiungimento di un “accordo con la Svizzera”, ha sottolineato Berlusconi, un accordo che prevede la tassazione dei prodotti finanziari detenuti in territorio elvetico. Grazie a tale accordo entreranno nelle casse dello Stato circa “25-30 miliardi”, una somma non solo sufficiente a coprire il rimborso dell’IMU pagata dagli italiani nel 2012. La somma di 4,5 miliardi, continua l’ex premier, vale un duecentesimo della spesa pubblica, quindi sarà possibile coprirla riducendo del 2% le spese dello Stato. Dal 2013 poi, l’IMU per la prima casa sarà completamente abolita. L’accordo con la Svizzera non sarà il solo asso nella manica per far rientrare capitali nelle casse dello Stato, ad esso si aggiungeranno tagli alla spesa pubblica e alla politica, per una manovra di circa 80 miliardi in cinque anni.

Non sono mancate le polemiche degli avversari politici che, nonostante il programma di Berlusconi sulla restituzione dell’IMU continuano a sottolineare che restituire 4 miliardi sia un’operazione fuori senso e impossibile da compiere. Gli italiani però, si domandano come mai quei 4 miliardi siano invece stati subito disponibili per MPS, ormai tristemente nota per aver falsato il bilancio e messo a punto, segretamente, operazioni rischiose per la propria solidità patrimoniale.

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