Bonus assunzioni Garanzia Giovani per la trasformazione di contratti a termine

Il bonus assunzioni 2016 previsto dalla Legge di Stabilità (conosciuto anche come Jobs Act), introduce un interessante sgravio fiscale per le imprese che decidono di trasformare i contratti a termine dei lavoratori e assumerli a tempo indeterminato.

Di seguito una guida dedicate agli incentivi previsti, il tetto massimo, le norme che regolano la fattispecie, il settore agricolo ed, infine, le categorie di lavoratori esclusi per cui l’azienda non ha diritto alle agevolazioni.

Contratto

Il bonus assunzioni 2016, prevede uno sgravio del 40% dei contributi previdenziali INPS dei nuovi contratti a tempo indeterminato, quindi per le assunzioni effettuate dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 e per un periodo massimo di due anni. Il tetto massimo di esonero è pari a 3.250 euro.

Quest’anno quindi, le agevolazioni sono state più “stringenti”: per chi assumeva nel 2015 infatti, era previsto uno sgravio contributivo del 100% e un tetto di 8060 euro, per ben tre anni. Quest’anno inoltre, sono stati esclusi dal bonus i contratti di apprendistato per i giovani e il lavoro domestico, mentre, per il settore agricolo, sono stati previsti tetti e regole specifiche.

Esclusioni

Dallo sgravio, per tutti, sono esclusi contributi e premi INAIL.

Lo sconto non si applica alle assunzioni di dipendenti che nei 6 mesi precedenti avevano un contratto a tempo indeterminato (anche presso altro datore di lavoro).

Lo sconto non spetta se nel 2015 si è già usufruito dell’esenzione contributiva prescritto dalla legge 190 del 2014.

Lo sconto non spetta se il lavoratore, nell’ultimo trimestre 2015, aveva già un contratto a tempo indeterminato con una società collegata allo stesso soggetto (holding, filiali o qualsiasi altra società collegata allo stesso soggetto anche tramite terza persona).

Settore agricolo

Particolare la disciplina per quanto riguarda il settore agricolo. Nello specifico, sono previsti dei tetti massimi a seconda dell’impiego del dipendente:

  • per il contratto a tempo indeterminato di impiegati e dirigenti, il governo ha stanziato 1,1 mln di euro per il 2016; 2,8 mln per il 2017; 1,8 mln di euro per il 2018 ed infine 0,1 mln di euro per il 2019.
  • Per il contratto a tempo indeterminato di tutti gli altri dipendenti, il governo ha stanziato 1,6 mln di euro per il 2016; 8,8 mln di euro per il 2017; 7,2 mln per il 2018 ed infine 0,8 mln per il 2019.

Sono esclusi dalle agevolazioni i contratti di apprendistato e i dipendenti che avevano, nel 2015, un contratto a tempo indeterminato nel 2015 o a tempo determinato con minimo 250 giornate lavorative sempre nel 2015.

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