I BTP non vanno dichiarati nel 730

Si parla sempre più spesso di tassazione sulle rendite finanziarie e di come i governi, per recuperare un po’ di denaro da destinare alla riduzione del debito pubblico, ricorrano alla tassazione sui profitti generati da chi investe i propri risparmi in prodotti finanziari.

Essendo quindi un argomento spesso al centro dell’attenzione in materia fiscale, i possessori di questi titoli (BOT, BTP, CTZ, ma anche depositi bancari e su conto corrente), in periodo di dichiarazione dei redditi si chiedano se, gli interessi derivanti da questi investimenti, vanno dichiarati nel modello 730 (o modello Unico).

Tasse

Tuttavia, la nuova normativa sui conto titoli (decreto Monti salva-Italia e il successivo decreto Renzi) prevede che i depositi bancari e gli investimenti in titoli (BOT, BTP, tc.) siano sottoposti a tassazione alla fonte, per cui non vanno dichiarati nel 730 o modello Unico.

Del calcolo e del pagamento delle tasse per conto del titolare dei titoli, se ne occupa l’intermediario finanziario (la banca, la posta presso cui é detenuto il conto) applicando agli interessi maturati, un’imposta pari al 12,5 per cento e si occupa di versarla direttamente allo stato.

Da ciò ne consegue che gli obblighi del contribuente sono già assolti e non dovrà inserire nulla in dichiarazione dei redditi.

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