Cattivi pagatori: chi sono

Chi sono i cattivi pagatori? Quando si chiede un prestito, esso deve essere restituito alla banca attraverso il pagamento di apposite rate, di solito mensili. Queste rate comprendono capitale prestato + interessi.

Se il debitore non restituisce le rate del suo prestito o mutuo, quindi non paga, viene segnalato dalla banca a delle società che tengono uno specifico elenco, denominato appunto “elenco dei cattivi pagatori”.

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A cosa serve questo albo e questa iscrizione? All’albo hanno accesso tutte le banche e gli istituti di credito. Se il soggetto che è stato segnalato come cattivo pagatore, si rivolge a un’altra banca per ottenere un ulteriore prestito, molto difficilmente lo otterrà.

Gli istituti infatti, quando ricevono una richiesta di finanziamento o mutuo, prima di tutto controllano se la persona è segnalata come cattivo pagatore. In tal caso, sarà molto difficile ottenere un prestito.

L’albo è gestito dai SIC (Sistema Informazioni Creditizie) ed è gestito in ottemperanza delle leggi sulla privacy: vi possono quindi accedere solo le banche a cui quel soggetto ha fatto specifico richiesta di finanziamento.

Per quanto tempo si rimane in questo albo? Se il soggetto non ha pagato due rate e poi le paga, rimarrà iscritto per un anno a partire dalla data in cui è stato saldato il debito. Se le rate sono due, si rimane iscritti per due anni, sempre a partire dalla data in cui è stato saldato il debito.

E se il soggetto non salda mai il debito? In questo caso il nominativo rimane iscritto all’albo per 36 mesi, dopodichè viene cancellato comunque. Ciò significa che, se anche le rate non vengono saldate, non si rimarrà iscritti all’albo per sempre: secondo la normativa, il nominativo deve comunque essere cancellato dopo 36 mesi.

E’ chiaro che, durante questi 36 mesi, sarà difficile per il soggetto ottenere un finanziamento. Trascorso tale periodo, potrà nuovamente richiedere e ottenere un prestito, poichè non risulterà iscritto come cattivo pagatore. Chiaramente dovrà dimostrare di poter sostenere le rate (come d’altronde per tutti coloro che chiedono un finanziamento), attraverso la presentazione di una busta paga, un’ipoteca, un garante, la cessione del quinto dello stipendio, etc.

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