Cedolare secca come funziona 2014

Il governo Renzi ha approvato un nuovo decreto (elaborato dal ministro Lupi) che riduce ulteriormente l’aliquota della cedolare secca: solo pochi mesi fa si era passati dal 19 al 15% ed ora, con questa manovra, si riduce di ulteriori 5 punti percentuali. Chi quindi decide di aderire a questo regime agevolato, pagherà un’imposta sul canone di affitto pari al 10%.

Al momento della stipula del contratto quindi, il proprietario dell’immobile potrà scegliere se aderire al regime di tassazione ordinaria (e quindi pagare le tasse sul reddito da locazione in base al proprio scaglione IRPEF) oppure se aderire alla cedolare secca. Con un’aliquota al 10%, ormai la cedolare conviene veramente a tutti.

Cedolare secca

Il calcolo di convenienza é presto fatto. Supponiamo di aver affittato un immobile per 500 euro al mese, per un totale di 6000 euro annui. Possiamo scegliere di:

aderire al regime di tassazione ordinaria. Supponiamo che il nostro reddito totale sia di 30.000 euro (reddito da lavoro 24.000 + reddito da locazione 6000). Ci sarà applicata l’aliquota IRPEF del terzo scaglione): 6.960 + 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro.

aderire al regime della cedolare secca e, sui 6000 euro, pagare il 10% di tassa, quindi 600 euro annui. Il 10% é sicuramente inferiore al 38% e al 27% delle aliquote IRPEF.

La cedolare secca adesso conviene a tutti, visto che il primo scaglione IRPEF ha un’aliquota pari al 23%.

NB: la cedolare secca passa al 10% solo per gli affitti a canone concordato o per studenti universitari. Per gli altri tipi di contratti rimangono in vigore le aliquote precedenti. La nuova percentuale si calcola sia sui nuovi contratti 2014, sia su quelli già posti in essere.

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