Chiusura partita IVA

Hai provato ad aprire una tua ditta individuale ma le troppe tasse non ti hanno permesso di andare avanti? Hai provato a lavorare come libero professionista ma ti sei stancato di inseguire i tuoi clienti? È da molto tempo che hai lasciato la tua partita IVA inattiva senza fatturare? Allora è proprio arrivato il momento di chiuderla.

Oggigiorno puoi chiudere la tua partita IVA direttamente online, senza fare lunghe file ai vari sportelli degli enti, utilizzando il software ComUnica oppure inviando via web il modello AA9/11. In questa guida ti mostro come farlo anche nel caso in cui tu abbia contratto dei debiti con terzi.

Come chiudere

Chiudere la partita IVA è molto semplice e la procedura è la stessa sia per le attività in regime ordinario, che in regime forfettario oppure in regime dei minimi. Non cambia nulla: anche i costi sono i medesimi. Il procedimento è invece diverso a seconda che la tua attività sia iscritta, oppure no, al Registro delle Imprese.

Partita IVA iscritta

Per chiudere la partita IVA in questo caso devi usare ComUnica. ComUnica è il software online ufficiale del Registro delle Imprese che ti permette di trasmettere, in un’unica comunicazione, tutti gli adempimenti verso la Camera di Commercio, INPS, INAIL e l’Agenzia delle Entrate. Compilando ComUnica, in una volta sola.

ComUnica

Scarica subito il software ufficiale del Registro delle Imprese per la tua comunicazione.

Partita IVA non iscritta

Per chiudere la partita IVA in questo caso devi usare il modello AA9/11 dell’Agenzia delle Entrate. Puoi consegnare il modello compilato a mano presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate della tua zona di competenza, spedirlo tramite raccomandata A/R, oppure inviarlo online tramite il servizio Entratel.

Modello AA9/11

Scarica subito il modello ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per la tua comunicazione.

Quando otterrai la ricevuta di chiusura, rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, dovrai presentarla anche all’INPS (o alla cassa previdenziale professionale di tua competenza) e all’INAIL per la cessazione delle relative posizioni. Infine, se la tua attività prevedeva una comunicazione/autorizzazione al Comune, dovrai inviare una comunicazione.

Costi

Anche in questo caso tutto dipende dal fatto se la tua attività è iscritta, o meno, al Registro delle Imprese. Se la tua partita Iva non è iscritta allora non devi sostenere nessun costo. Se la tua partita Iva è iscritta c’è solo un costo da pagare: devi acquistare una marca da bollo del valore di 17 euro da allegare al modulo che presenterai all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività.

Non c’è nessun altro costo. Tuttavia se non rispetterai i termini di presentazione del modulo, ti saranno applicate delle sanzioni, che ti elencherò in seguito.

Chiusura retroattiva

Non stai più fatturando e non vuoi più usare la tua partita IVA? Allora ti conviene chiuderla al più presto, prima che se ne “accorga” l’Agenzia delle Entrate. L’ufficio infatti, individua regolarmente le partite IVA inattive: cioè quelle che non fatturano più, ma non hanno presentato la dichiarazione di chiusura.

Quando l’Agenzia delle Entrate scoprirà che la tua partita IVA è inattiva, ti invierà una comunicazione di chiusura d’ufficio dell’attività per informarti che la chiusura sarà fatta automaticamente, anche senza la tua richiesta.

Conviene quindi lasciar sbrigare all’Agenzia delle Entrate tutte le pratiche? No, perché oltre alla comunicazione di chiusura d’ufficio riceverai, nella stessa lettera, anche la richiesta di pagamento della sanzione da 516 euro prevista dall’art. 35 comma 15 quinquies del DPR 633/72. La sanzione sarà ridotta a un terzo (172 euro) se provvederai a pagarla entro 30 giorni dal ricevimento della lettera.

Termini e sanzioni

Per quanto riguarda i tempi di chiusura: la partita IVA può essere chiusa in qualsiasi periodo dell’anno ma sempre entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività. Una volta inviata la comunicazione di cessazione, l’Agenzia delle entrate chiuderà la tua partita IVA entro, al massimo, due settimane lavorative.

Ricordati che è molto importante chiudere la tua partita IVA entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività, senza ritardo. Se non provvedi in questo modo, sarà l’Agenzia delle Entrate a chiudere d’ufficio (automaticamente) la tua partita IVA come ti ho spiegato precedentemente e ad applicarti le relative sanzioni.

Debiti

Se hai contratto dei debiti con la tua attività e non sei riuscito a pagarli, puoi chiudere la tua partita IVA allo stesso modo di quella senza debiti. Non c’è alcuna differenza per quanto riguarda le procedure e i modelli da inviare, lo stesso vale per i costi di chiusura.

Attenzione però a cosa succede dopo. Se chiudi la tua partita IVA con dei debiti, i tuoi creditori potranno rivalersi sul tuo patrimonio e sui tuoi beni personali. Il rischio è che possano agire legalmente e ottenere il sequestro di beni di tua proprietà e la loro vendita all’asta al fine di ottenere un risarcimento.

Questo vale per le ditte individuali, per i liberi professionisti, per gli artigiani e i lavoratori autonomi, che rispondono limitatamente ai debiti sociali. Diverso e più complicato, è invece il caso delle società di persone o di capitali, che ti descriverò successivamente.

Chiusura società

Se devi chiudere una società, il procedimento è molto più complicato: è necessario innanzitutto procedere alla liquidazione della tua società e quindi redarre specifici bilanci. Dopo aver chiuso tutti i rapporti contrattuali (clienti, fornitori, dipendenti, ecc), alienati tutti i beni aziendali, tu e i tuoi soci potete procedere con la chiusura dell’attività.

Tuttavia, se al momento della chiusura la tua società ha ancora dei debiti, se la tua attività era una “società di persone” (s.n.c., s.a.s.), i creditori possono rivalersi anche sui tuoi beni personali. Se era una società di capitali (s.r.l., s.p.a.) i creditori non possono rivalersi sui tuoi beni e quelli dei tuoi soci. Diverso è il caso delle s.a.p.a.: i creditori possono rivalersi sui beni personali dei soci accomandatari.

Verifica

Dopo che hai inviato il modello di cessazione dell’attività, puoi controllare l’effettiva chiusura tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Inserisci il numero di partita IVA nell’apposito campo, digita il codice numerico per confermare e poi clicca su INVIA.

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Il sistema ti comunicherà se la partita IVA è ancora attiva o se è cessata. Chiaramente il sistema non è immediato e occorre qualche giorno affinché si aggiorni. Se però passano più di 30 giorni da quando hai inviato la comunicazione di cessazione e la tua partita IVA risulta ancora attiva, ti consiglio di fare un sollecito.

Disoccupazione

Se chiudi la tua partita IVA non hai diritto ad alcuna indennità di disoccupazione. Purtroppo in Italia, gli imprenditori, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e gli artigiani non hanno diritto ad alcun ammortizzatore sociale. Solo i lavoratori dipendenti, che posseggono determinati requisiti contributivi, possono percepire la NaSpi INPS.

Emissione fattura dopo chiusura

L’Agenzia delle Entrate sottolinea, nella circolare 11/E del 2007, la necessità di mantenere aperta la partita IVA fino a quando tutti i rapporti vengono chiusi: deve quindi rimanere aperta fino all’incasso di tutti i crediti scaturiti dall’attività.

Purtroppo però, la realtà può essere ben diversa. Può succedere infatti che dopo aver chiuso la partita IVA, un cliente di cui ormai eri certo di non ottenere il pagamento di alcune fatture provvede a saldare il suo debito. Che cosa devi fare in questo caso? Devi procedere con l’emissione di una fattura dopo la chiusura?

Se ormai la partita IVA è cessata, anche se incassi del denaro, non puoi più emettere una fattura. Ad ogni modo devi emettere almeno una ricevuta e poi, se non vi sono altre soluzioni, devi dichiarare quel reddito nel Modello Unico nel quadro RL “redditi diversi”.

Chiusura errata

Se hai chiuso la tua partita IVA per errore non preoccuparti, la riattivazione è molto semplice e dipende sempre dall’iscrizione al registro delle imprese:

Partita IVA iscritta

In questo caso devi usare nuovamente ComUnica, il software ufficiale del Registro delle Imprese, per annullare la comunicazione precedente (quella di cessazione). Grazie a ComUnica puoi riattivare in un’unica volta anche tutte le tue posizioni INPS, INAIL e Camera di Commercio.

Partita IVA non iscritta

In questo caso devi usare il modello AA9/11 per chiedere la riattivazione all’Agenzia delle Entrate. All’interno del modello, indica come data di annullamento la stessa data che hai fornito in sede di chiusura. Una volta ottenuta la ricevuta di riattivazione attività, dovrai presentarla anche all’INPS e all’INAIL per la riattivazione delle relative posizioni.

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