Codice fiscale condominio

Hai deciso di comune accordo con gli altri vicini di assumere un portinaio nella palazzina in cui abiti? Sono necessari dei lavori di ristrutturazione del tetto e volete usufruire di alcune detrazioni fiscali? In tutti questi e molti altri casi, quello di cui avete bisogno è il codice fiscale del condominio.

In questa guida ti spiego cos’è il codice fiscale del condominio, come funziona, come scoprire se esiste già tramite una ricerca, come richiederne uno nuovo, come funziona la variazione dei dati, come si chiude, quali sono le sanzioni previste per la sua mancanza e la differenza con la partita IVA. Ecco cosa devi sapere.

Cos’è

Il condominio a uso residenziale, sebbene sia un’entità a cui non è imposto di dichiarare l’inizio di attività IVA, é obbligato a chiedere un codice fiscale (DPR 2.11.1976 numero 784). La richiesta va fatta presso un qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate compilando il modello AA5/6. Il codice é formato da 11 caratteri così composti:

  • I primi sette rappresentano il condominio;
  • I successivi tre rappresentano l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  • L’ultimo é un carattere di verifica.

A cosa serve

Il codice fiscale per il condominio ha la stessa funzionalità che ha per le persone fisiche: individua il contribuente in maniera specifica. Anche il condominio infatti é chiamato ad assolvere ad alcuni obblighi fiscali. Ad esempio, il condominio con portinaio assunto deve versare per suo conto tasse e contributi INPS.

Ricerca

Partendo dal presupposto che tutti i condomini devono avere un codice fiscale (anche quelli minimi senza amministratore) sul sito dell’Agenzia delle Entrate puoi controllare in ogni momento se un codice fiscale é valido ed esistente.

Basta accede al sito dell’Agenzia delle entrate, inserire il codice fiscale, la denominazione del condominio (per esempio “Condominio dei Pini”, il codice di sicurezza e cliccare su INVIA. Il sito effettuerà subito il calcolo e in pochi secondi ti restituirà la schermata con il risultato.

Attenzione

Se il condominio non ha uno specifico nome, basta inserire l’indirizzo (ad esempio “Condominio di via Roma 12, Milano”).

Purtroppo non ci sono strumenti online per a ricerca del codice fiscale, quindi, l’unico modo per saperlo é recarsi presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Richiesta

Procedura di attribuzione

Ogni condominio deve avere un codice fiscale. La richiesta va effettuata all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate compilando e consegnando il modello AA5/6. La domanda deve essere inoltrata da:

  • L’amministratore di condominio;
  • Ogni condomino se si tratta di un condominio minimo senza amministratore (art. 1130 n. 5 c.c.);

Il modello può essere consegnato all’Agenzia delle Entrate:

  • Presso un qualsiasi Ufficio;
  • Tramite servizio postale con raccomandata A/R.

Attenzione

Nel modello AA5/6 occorre indicare anche il “codice attività”. Per i condominii il codice attività da indicare é il 97.00.00 ”Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico”.

Attenzione

Nella sezione “natura giuridica” del modello occorre indicare il codice 51, che indica proprio il condominio.

Quanto costa

Il codice fiscale non costa nulla, viene rilasciato gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate, di solito senza alcuna attesa al momento della consegna del modello AA5/6.

Variazione

Ogni volta che l’assemblea di condominio delibera il cambio di amministratore deve procedere anche al cambio del codice fiscale del condominio stesso. Questa “variazione del codice fiscale” per il condominio non é altro che la modifica della persona responsabile degli affari dell’edificio.

Procedura: cosa serve

In caso di variazione dei dati (quindi soprattutto caso di cambio dell’amministratore) occorre fare richiesta di variazione del codice fiscale. La richiesta va fatta sempre tramite il modello AA5/6 e deve essere presentata dal nuovo amministratore oppure, in caso di condominio minimo senza amministratore, da ciascuno dei condomini.

Sanzioni

In caso di omessa domanda del codice fiscale e, anche l’omessa modifica si applicano le sanzioni previste all’art. 13 D.P.R. 605/1973 (da un minimo di 100 euro fino ad un massimo di 2.000 euro).

Chiusura

Di solito il codice fiscale del condominio cambia e non viene chiuso. Quando si cambia amministratore va cambiato anche il codice fiscale.

Ci sono dei casi in cui potrebbe essere richiesta la cancellazione del codice fiscale. Così come per l’apertura e la modifica, anche per l’estinzione del codice fiscale del condominio occorre utilizzare il modello AA5/6, da compilare e presentare a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Esempio

Un condominio apparteneva a due persone, uno dei due vende la sua quota all’altro e quindi il condominio cessa di esistere. L’unico proprietario rimasto può richiedere la cancellazione presentando il modello AA5/6 all’Agenzia delle Entrate.

Sanzioni

In caso di omessa richiesta del codice fiscale si applicano le sanzioni previste dall’articolo 13 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 605/1973.

Nello specifico é prevista una sanzione amministrativa che va da un minimo di 100 euro fino ad un massimo di 2.000 euro. Tale sanzione si applica sia in caso di mancata attribuzione del codice fiscale, sia in caso di omessa variazione (per esempio per cambio amministratore).

Partita iva o codice fiscale

Il condominio a solo uso residenziale e che quindi non esercita nessuna attività commerciale deve avere solo il codice fiscale. Se al momento dell’apertura del codice fiscale, oppure in un periodo successivo, dovesse decidere di esercitare anche attività commerciale, sarà obbligato anche ad aprire partita IVA.

Per quanto riguarda l’apertura della partita IVA si applicano le regole generali e anche quelle specifiche per l’attività. Quindi in base al settore di attività il condominio dovrà chiedere un codice Ateco piuttosto che un altro e chiedere autorizzazioni o concessioni in base alla sua attività.