Collaborazione coordinata e continuativa 2013

I collaboratori coordinati e continuativi (cosiddetti co-co-co) rappresentano una categoria di lavoratori intermedia tra i lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi, per questo vengono chiamati anche lavoratori parasubordinati. Con questo tipo di contratto infatti, vengono pagati anche i contributi, seppur in percentuale inferiore rispetto a quella dei lavoratori dipendenti e che confluiscono nella sezione parasubordinati dell’INPS, una gestione specifica per questo tipo di lavoratori.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs 276/2003 (riforma Biagi), i Co.Co.Co possono essere stipulati solo per collaborazioni rese a favore della Pubblica Amministrazione. Nel settore privato possono essere stipulati soltanto i nuovi Co.Co.Pro, ovvero contratti di collaborazione a progetto: collaborazioni riconducibili ad un progetto specifico.

In pratica quindi i Co.Co.Co possono continuare ad essere stipulati nel settore pubblico, mentre le imprese private potranno avvalersi dei Co.Co.Pro. Cosa cambia tra Co.Co.Co e Co.Co.Pro?

I Co.Co.Co possono essere instaurati liberamente e senza alcun vincoli, mentre i Co.Co.Pro devono essere riconducibili a un progetto specifico (riforma Fornero), specificato nel contratto. La mera novità quindi, sta nell’aver introdotto una mera ma fondamentale modalità organizzativa (ossia il progetto da svolgere), senza il quale il contratto di lavoro non è più giuridicamente configurabile, con conseguenze anche dal punto di vista fiscale e previdenziale.

Per il resto, occorre sottolineare che la riforma Biagi non ha sostituito, né modificato la previgente disciplina dei Co.Co.Co, nè i requisiti (autonomia del collaboratore, coordinamento con il committente, irrilevanza del tempo impiegato per lo svolgimento del progetto, etc.), nè le modalità di erogazione delle prestazioni previdenziali.

REQUISITI tipici comuni del Co.Co.Co e Co.Co.Pro

– autonomia: é il collaboratore che decide tempi e modi di esecuzione del lavoro, utilizzando però mezzi del committente (per esempio computer, ecc.).
– coordinamento con l’azienda. Il committente ha il potere di coordinarsi con il lavoratore, ma sempre rispettando il limite dell’autonomia.
– la retribuzione: deve essere erogata al lavoratore in forma periodica e prestabilita.

Come già detto, questi sono requisiti comuni tra Co.Co.Co e Co.Co.Pro ma, per questi ultimi, va aggiunto anche il requisito dello specifico progetto da svolgere e portare a termine.

REGIME FISCALE. I Co.Co.Co e Co.Co.Pro sono considerati redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, per cui si applica la normativa del rapporto di lavoro dipendente (aliquote Irpef, principio di cassa allargato, ecc.)

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI.  Per l’anno 2013, l’aliquota contributiva é pari al 20% per i lavoratori assicurati anche presso altre forme previdenziali obbligatorie o pensionati, mentre é pari al 27% per i lavoratori non iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria. A queste percentuali va aggiunto lo 0,72% in qualità di finanziamento di maternità, assegno familiare, malattia e congedo parentale.

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