Collaborazioni occasionali di parenti entro il terzo grado

Le autorità di ispezione e controllo, spesso si trovano dinanzi a specifiche situazioni all’interno dell’impresa familiare, dove possono sorgere questioni di regolarità, ad esempio in caso di sostituzione del titolare assente da parte di un parente. Come sono disciplinate le collaborazioni occasionali di parenti all’interno dell’attività familiare?

A questo proposito, il legislatore ha previsto una specifica normativa, al fine di regolarizzare questi rapporti di lavoro particolari come il lavoro occasionale ed accessorio e al tempo stesso, favorire lo sviluppo e l’occupazione in questo tessuto economico, che vanta uno spazio notevole nel nostro Paese.

Collaborazioni occasionali di parenti entro il terzo grado: prestazioni che esulano dal mercato del lavoro

La legge 326/2003 sancisce che gli imprenditori artigiani iscritti negli albi provinciali possono avvalersi, nell’attività di impresa familiare, di collaborazioni occasionali di parenti entro il terzo grado, a titolo gratuito (quindi senza compenso, a carattere di aiuto e obbligazione morale). Per questo tipo di prestazioni occasionali, non é necessaria l’iscrizione all’INPS e il versamento dei contributi. Permane comunque, obbligo dell’iscrizione INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Questi aiuti però, non devono superare i 90 giorni complessivi nell’arco di un anno e possono essere prestati esclusivamente nel caso di temporanea assenza dell’imprenditore. I collaboratori possono essere anche studenti, purchè abbiano età minima di 16 anni e l’impegno di collaborazione non contrasti con l’obbligo scolastico.

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