Come affrontare un colloquio di lavoro: domande e risposte

Finalmente é arrivato il momento: quando abbiamo inviato il curriculum non avevamo poi così tante speranze di essere contattati. Al giorno d’oggi la concorrenza é davvero tanta e i posti di lavoro pochi. Invece sembra che qualcosa abbia colpito il selezionatore e siamo stati contattati per un primo incontro: come affrontare un colloquio di lavoro? Quali domande dobbiamo aspettarci? E quali sarebbero le risposte giuste?

Se siamo giunti al colloquio di selezione, significa che siamo già a buon punto: il curriculum é piaciuto, la lettera di presentazione é stata trovata interessante e se sapremo giocarcela, abbiamo delle buone possibilità di avere il posto. Come fare una buona impressione a un colloquio di lavoro?

Facciamo di tutto per presentarci al meglio: la sera prima facciamo una cena leggera, andiamo a letto presto. Guardiamo su internet l’esatta locazione dell’azienda e organizziamoci per arrivare puntualissimi. Inutile dire di presentarci puliti e vestiti in maniera consona all’impiego per cui si ricerca personale e di spegnere il cellulare durante la selezione. Portiamo con noi una copia del curriculum vitae.

Ecco, ci siamo: salutiamo il selezionatore con una stretta di mano decisa (ma non troppo!) e un bel sorriso. Con il colloquio di lavoro, il selezionatore é intento a scrutarci, a cercare di capire se siamo la persona adatta per quella mansione, se effettivamente ciò che abbiamo scritto sul nostro curriculum corrisponde alla realtà. Teniamolo sempre a mente per affrontare un colloquio con successo. Cerchiamo informazioni sull’azienda: la prima domanda potrebbe essere proprio questa. Un selezionatore che si trova davanti una persona che conosce un po’ di storia dell’azienda (non vita, morte e miracoli, ma la data di fondazione, i soci fondatori, i risultati dell’ultimo bilancio di esercizio e il numero di persone impiegate, ecc…) fa sicuramente una buona impressione: chi ci é davanti percepirà che siamo una persona interessata a quel lavoro e a quell’azienda. Mentre diciamo ciò che sappiamo di quell’azienda, assumiamo un tono entusiasta, come volessimo fare dei complimenti, risulterà molto apprezzato. Ma non esageriamo o sembrerà tutto finto!

Ecco le domande più frequenti a cui preparare delle risposte:

– Conosce la nostra azienda? E di questo ne abbiamo già ampiamente discusso.
– Mi parli di lei e delle sue esperienze lavorative: qui non limitiamoci ad elencare quello che già c’è sul nostro cv, altrimenti che senso avrebbe il colloquio? Raccontiamo i nostri precedenti lavori, soprattutto quelli (eventuali) simili a quello per cui ci proponiamo, cerchiamo di dare un valore aggiunto rispetto al curriculum sottolineando le mansioni e le esperienze che potrebbero essere interessanti per quel posto. Se non abbiamo mai svolto quel lavoro soffermiamoci sulla nostra capacità di apprendere subito, versatilità e desiderio di imparare.
– Quali sono i suoi obiettivi professionali?  Qual é il suo lavoro ideale? In questi casi possiamo far capire di essere super ambiziosi o meno. Meglio una via di mezzo: il più delle volte é meglio dire che al momento saremmo entusiasti di quel posto di lavoro e poi in futuro, se ci saranno in azienda nuove possibilità, saremmo felici di coglierle.

Durante il colloquio utilizziamo un tono di voce chiaro, sicuro ma non imponente, non interrompiamo mail il nostro interlocutore.

Alla fine del colloquio salutiamo sorridendo, con una stretta di mano e al massimo, chiediamo entro quanto tempo avremo una risposta sull’esito del colloquio. È possibile che l’azienda debba selezionare una rosa più ristretta di candidati, per cui se abbiamo affrontato il colloquio con successo, ne potrebbero seguire degli altri (anche di gruppo, per verificare la nostra capacità di relazionarci).

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