Come aprire un bar

La disoccupazione non sembra voler retrocedere e qualcuno pensa che forse, la scelta migliore é quella di avviare un’attività e diventare imprenditore di se stesso. Il nostro desiderio però, nasce solo dalla delusione riscontrata nel mercato del lavoro ed é quindi un palliativo alla mancanza di un’occupazione da dipendente?

Se é così allora, stiamo partendo con il piede sbagliato. Se invece ci piace l’idea di essere autonomi e indipendenti, ma siamo disposti ad affrontare costi, rischi e a cavarcela con i nostri stessi sforzi con lunghe ore di dedizione e impegno (almeno all’inizio), possiamo valutare l’ipotesi di metterci in proprio. Abbiamo pensato a un pubblico esercizio: come aprire un bar?

Chiaramente i costi sono variabili in base alla tipologia di locale che vogliamo aprire: se preferiamo aprire un bar dedicato soltanto alla vendita di bibite e brioche, oppure un vero e proprio bar pasticceria, un bar letterario, o ancora un bar tabacchi. Possiamo valutare anche l’ipotesi di aprire un bar in franchising. Ma andiamo con ordine e vediamo come fare, qualunque sia la nostra idea!

Come aprire un bar:  La tecnica del “Apro e vedo come va”, ha dimostrato il suo insuccesso in parecchi casi. Aprire un bar o una qualsiasi attività senza prima farsi i conti in tasca e avere un progetto ben preciso, non porta da nessuna parte. Analizziamo quindi attentamente tutti i costi (affitto del locale, attrezzatura, materie prime) e soprattutto cerchiamo di studiare (se già non lo sappiamo) qualcosa di contabilità, il meccanismo dell’IVA, i bilanci e i flussi di cassa. Queste sono solo le basi che un comune imprenditore dovrebbe conoscere, non tanto per evitare di  telefonare al commercialista per un semplice scorporo dell’IVA, ma perchè si tratta del nostro lavoro e del nostro denaro e una base seppur minima di contabilità è quanto meno auspicabile. Internet, le associazioni di categoria, o corsi privati possono sicuramente aiutarci in questo.

Franchising: aprire un bar in franchising é diverso da aprire un locale partendo da zero. Con il franchising avremo un marchio che ci aiuterà durante i primi passi, nella scelta del locale, nell’allestimento, nella cura dei dettagli. Spesso i caffè in franchising hanno un aspetto accogliente e curato, puntano sulla fidelizzazione del cliente e offrono anche altri servizi, come per esempio una zona lettura, oppure la possibilità di prenderne uno gratuitamente dalla libreria insieme al caffè (i cosiddetti caffè letterari). Ma ricordiamo che tutto ha un prezzo: al franchisor (il titolare del marchio) dovremo le royalties e i costi di partenza sono piuttosto alti (si parte dai 50 mila euro circa).

Come aprire un bar tabacchi: in questo caso la situazione é più complicata. Alle spese di apertura e gestione del bar si aggiungono quelle per l’ottenimento della licenza rilasciata dal monopolio di Stato. La licenza possiamo acquistarla da una tabaccheria, quindi comprando una tabaccheria già avviata, oppure partire proprio da zero e chiaramente, ci sono più difficoltà. Ma nulla é impossibile: occorre informarsi presso la Camera di Commercio e vedere se tutte le licenze del paese sono già occupate (esistono infatti dei criteri per zone e dei limiti di distanza tra una tabaccheria e l’altra). Per la richiesta rivolgiamoci alla sede AAMS più vicina (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato).

Ricordiamo sempre di differenziare la nostra offerta, fare ricerche, stimare il giro d’affari, gli orari di punta, leggiamo le riviste di settore.

Hai bisogno di aiuto?