Come calcolare rendimento effettivo BTP

Hai deciso di investire in BTP i tuoi risparmi? Allora significa che sei una persona con una propensione al rischio bassa o quasi nulla: i titoli di Stao infatti non fanno correre al risparmiatore il rischio di perdere tutto, come avviene con altri prodotti finanziari, come per esempio quelli di Borsa.

A un basso profilo di rischio però, corrisponde anche un basso tasso di interesse. Tuttavia, prima di acquistare un BTP, occorre considerare non solo il tasso di interesse lordo, ma anche altre voci, al fine di calcolare il rendimento netto, effettivo e avere quindi un’idea più chiara e precisa del proprio guadagno e della convenienza reale dell’investimento.

BTP Italia

Guadagno netto

Oltre alla cedola e al prezzo, vediamo di seguito le variabili da considerare prima dell’acquisto. Supponiamo che tu stia valutando l’acquisto di un BTP con cedola semstrale e tasso di intersse annuale del 3%. Il rendimento effettivo, non sarà del 3%, ma per ottenere un’idea più chiara, devi considerare:

1) Le spese di acquisto. Al prezzo di acquisto, occorre aggiungere anche delle commissioni, che di solito sono dell’1% e che quindi fanno ridurre il guadagno derivante dal tasso di interesse del BTP. Supponiamo che il prezzo del tuo BTP sia 99,80%, a questo prezzo occorrerà aggiungere l’1% del 99,80%. Il prezzo finale sarà quindi pari a 99,80 + 0,998 = 100,978.

2) Le tasse sulla cedola. Il tasso di rendimento, nell’esempio di cui sopra, é pari al 3%. Si tratta però di un tasso lordo. Ad esso infatti, devono essere sottratte le tasse che, per i titoli di stato, sono pari al 12,50%. Il tasso di rendimento netto sarà quindi pari a 3% – (12,50% di 3%) = 3% – 0,375 = 2,625% è il tasso di interesse netto.

3) Le imposte applicate sullo scarto di emissione. Le tasse vanno pagate anche sulla differenza fra il valore di rimborso del BTP e il prezzo d’asta (ossia quello di emissione del titolo). Supponendo un BTP con prezzo di emissione di 98,50%, si dovranno quindi calcolare tasse su le imposte sull’1,50% (100 – 98,50).

4) Le imposte sul capital gain. Per finie, occorre considerare anche le imposte sull’eventuale plusvalenza realizzata. la plusvalenza é l’eventuale guadagno (ma si può anche realizzare una perdita), se il BTP è stato comprato e/o venduto anche durante le fasi della sua vita, non solo in fase di emissione. Se quel BTP era quotato bene e il titolare lo ha venduto, ad un prezzo maggiore rispetto a quello di acquisto, ha realizzato un guadagno. Anche su quel guadagno si applica una tassazione del 12,50%

In conclusione, si tratta di un calcolo piuttosto complesso, ma che si può sintetizzare con questa formula

Rendimento effettivo di un BTP:

1

dove

C é l’importo della semestrale netta

P è il prezzo pagato per l’acquisto del BTP

R è l’importo rimborsato al netto delle imposte

n è gli anni che mancano alla scadenza.

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