Come chiedere la Dis Coll

Con il Jobs Act vengono introdotte nuove forme di tutela per i lavoratori che perdono il posto d lavoro: dal 2015 arrivano la Naspi (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, che di fatto andrà a sostituire l’Aspi e la Mini Aspi), l’Asdi (Assegno di Disoccupazione a chi, dopo aver terminato la Naspi non ha ancora trovato lavoro) ed infine, per i collaboratori a progetto, la Dis Coll (Disoccupazione per i collaboratori).

Come funziona la Dis Coll e come chiedere l’indennità? Come si calcola e quanto dura, quali sono i requisiti per ottenerla? La Dis Coll, non é altro che un’indennità mensile di disoccupazione che allarga le tutele non solo a chi ha un contratto a tempo indeterminato o determinato, ma anche a chi ha un contratto a progetto, il precario per antonomasia.

INPS

Come chiedere la Dis Coll: i requisiti

La Dis Coll interessa i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto (quindi i Co.co.co. e i Co.co.pro. iscritti alla Gestione separata. Ecco i requisiti per averne diritto:

– essere iscritti alla Gestione Separata, non essere pensionati o titolari di partita Iva.
– aver perso involontariamente il lavoro (non hanno quindi diritto coloro che si licenziano senza giusta causa).
– hanno almeno tre mesi di contributi dall’1 gennaio dell’anno precedente.

Come fare domanda

È possibile richiedere la disoccupazione Dis Coll direttamente online, tramite il sito web dell’INPS (devi quindi possedere o richiedere il PIN INPS, a questo link come richiedere il PIN INPS); oppure telefonando il call center dell’INPS al numero 803164 da telefono fisso o al 06164164 da telefonino, oppure tramite Caf, patronati, CAF, commercialisti e altri consulenti abilitati. Non é possibile fare richiesta direttamente agli uffici INPS.

A quanto ammonta la Dis Coll? È pari al 75% dell’ultimo stipendio, se esso non supera i 1195 euro mensili. Se il reddito supera questa cifra l’indennità cresce, ma può arrivare a massimo 1300 euro.

Quanto dura la Dis Coll? Dura per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di lavoro dell’anno in cui si è perso il lavoro, per cui, può durare al massimo sei mesi.

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