Come difendersi da Equitalia cartelle esattoriali e pignoramenti

Hai ricevuto una cartella esattoriale o sei a rischio pignoramento da parte di Equitalia? Come difendersi dall’esattore ed ovviare al peso schiacciante che spesso porta? Ecco la risposta: sfruttando il decreto del Fare (decreto legge 69/2013). La normativa infatti, é volta a concedere ossigeno a famiglie e imprese che in questo periodo di crisi non riescono a reggere il peso dei debiti e delle tasse.

Le regole più importanti del decreto del fare, poggiano le proprie basi proprio sulle regole per il pagamento delle tasse a rate, limitando, di fatto, i poteri della nota e tanto discussa società di riscossione. Il decreto si compone di 80 articoli, ma in questa guida faremo un focus proprio sulla parte che più ci interessa: come opporsi a Equitalia ed evitare un peso maggiore di quanto si possa sopportare.

Come sappiamo, Equitalia ha il compito di riscuotere le tasse non pagate. Il decreto del fare ha introdotto queste novità:

Piani di rateizzazione. I contribuenti il cui debito é stato rateizzato, possono non pagare 8 rate, anche non consecutive, senza perdere il beneficio di rateizzazione. Se quindi la morosità non arriva a otto rate, il contribuente potrà chiedere la dilazione di nuove cartelle.

Grazie al decreto del fare, se il debitore dimostra di essere in difficoltà economica, può rateizzare il debito in 120 tranches mensili anziché 72 previste precedentemente.

Impignorabilità della prima casa: finalmente, per legge, la prima casa é impignorabile. Non viene pignorata nè la casa, nè le pertinenze (posto auto, box, cantina, etc.) a patto che la casa sia adibita ad abitazione principale, non sia una casa di lusso, villa (categoria catastale A/8) o castello (categoria catastale A/9). In caso di espropriazione immobiliare (escludendo quindi la prima casa), il debito minimo per procedere al pignoramento sale da 20mila a 120.000 euro.

Tutele per i professionisti. I beni strumentali per la produzione possono essere espropriati solo se il valore complessivo di realizzo di altri beni é insufficiente a soddisfare l’importo del debito. Vanno aggrediti quindi prima gli altri beni e solo in caso di insufficienza, anche quelli strumentali. Per quanto riguarda i veicoli (automibili, autocarri e altri veicoli aziendali), non potranno essere applicate le ganasce se il contribuente (entro 30 giorni dal preavviso, e non più 20) dimostra che quel veicolo è necessario per la sua attività.

Il costo. Il dilazionamento a 120 rate, ricordiamo, determina un costo composto da:

– quota del 9% (interessi più sanzioni),
– aggio (ossia il compenso di Equitalia) che ammonta al 4,85% se si paga entro 60 gg, sale al 9% se si paga dopo questa scadenza). Per i debiti iscritti a ruolo da gennaio 2013, la percentuale é scesa all’8%
– spese di notifica pari a 5,88 euro.

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