Come diventare imprenditore di se stesso

Abbiamo pubblicato una serie di articoli su “Come diventare…” e le domande che ci arrivano nei commenti sono tante, così come le email. Non pochi però, tra ironia e rassegnazione, sottolineano che il lavoro di questi tempi é una manna dal cielo. Diplomati, laureati, persone che hanno superato una certa età e che si trovano senza lavoro a causa della crisi, ma anche persone intraprendenti. E chiedono: se ci buttassimo nell’imprenditoria?

Essere titolari di se stessi, gestire i propri impegni e basare tutto sulle proprie forze. Come diventare imprenditore di se stesso? Quello dell’imprenditoria non é certo un mestiere che si improvvisa. Se non ci sono delle basi, delle conoscenze e competenze e soprattutto tanto, tantissimo impegno e dedizione, il fallimento é dietro l’angolo. Come diventare quindi imprenditore di successo?

Innanzitutto occorre un’idea. Poi la progettualità: dobbiamo progettare tutto nei minimi dettagli:

1- Quali risorse economiche abbiamo a disposizione per intraprendere la nostra attività?
2- Quali sono le spese?
3- Abbiamo intenzione di avvalerci del lavoro di altri collaboratori?
4- Vogliamo intraprendere un’attività intellettuale, manuale, vogliamo aprire un pubblico esercizio o altro?

È chiaro che l’argomento é molto ampio e nella maggior parte dei casi occorre, prima di mettersi in proprio, avere molta esperienza. Se abbiamo intenzione di aprire un ristorante non sarà facile iniziare se non abbiamo la minima conoscenza di come organizzare un buffet, come trattare con i fornitori e come gestire il locale. Se invece vogliamo diventare traduttori free lance per esempio, quello che ci serve é, molto probabilmente, anche un titolo di studio adatto. In entrambi i casi occorre passare un periodo di cosiddetta “gavetta”: occorre farsi conoscere, conquistare i propri clienti e fidelizzarli.

Diventare imprenditore di se stesso significa dover contare tutto sulle proprie forze. L’imprenditore non é sempre quello che sta seduto su una poltrona stile residenziale e impartisce ordini a destra e manca. In Italia ci sono tantissimi piccoli imprenditori che lavorano sodo per “portare avanti la baracca”, pagare le tasse, riuscire a ritagliarsi una fetta di mercato e competere con la concorrenza. L’imprenditore deve rischiare, soprattutto all’inizio. Deve sapersi mettere in gioco, essere osservatore, prendere iniziative, cogliere anche quelle degli altri e valorizzarle nel suo contesto.

Ma d’altra parte, se parte con il piede giusto, le soddisfazioni non mancheranno: qualsiasi progetto può diventare business e contando sulla propria creatività si potrà costruire il futuro facendo affidamento sulle proprie idee e non quelle di qualcun altro!

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