Come diventare logopedista

La logopedia è una branca della medicina che richiede innanzitutto una forte empatia da parte di chi la pratica: questa professionista infatti non si occupa solo della prevenzione e della rieducazione della voce, ma anche del linguaggio scritto e orale e di tutte le forme di comunicazione per bambini, ma anche adulti e anziani.

Come diventare logopedista? Per esercitare questa professione é necessaria una laurea triennale: da Milano a Bari, da Napoli a Catania a Roma, i corsi di logopedia sono a numero chiuso in tutta Italia, per cui per accedervi bisogna studiare e superare un esame di ammissione secondo le disposizioni del M.I.U.R.

Ad esempio, se presso l’Università di Roma sono ammessi solamente 30 studenti ogni anno significa che dovremo ottenere un punteggio che ci permetta di piazzarci nella graduatoria entro il trentesimo posto. Ovviamente ogni anno il numero di posti a disposizione può cambiare.

Il test d’ingresso solitamente é composto da 80 domande a risposta multipla (quattro o cinque opzioni) e le materie contemplate sono solitamente: biologia, fisica, chimica e matematica, nonché logica e cultura generale. Leggiamo bene il test perchè solitamente una risposta esatta vale un punto mentre in caso di errore ci viene decurtato 0,25. Se abbiamo forti dubbi in merito alla risposta quindi, dovremmo considerare l’ipotesi di lasciarla in bianco.

Il corso di laurea é costituito da esami pratici e tirocini annuali, secondo l’organizzazione di ogni ateneo, per cui é bene consultare la facoltà a cui intendiamo iscriverci per ogni dettaglio. La stessa laurea triennale é abilitante alla professione, la prova finale ha valore di Esame di Stato abilitante, per cui non occorrono altri esami. Dopo la laurea triennale, in base ai nostri obiettivi, possiamo proseguire gli studi con la laurea specialistica, di ulteriori due anni.

Dove può lavorare un logopedista? In strutture sia pubbliche che private, come dipendente ma anche con propria partiva IVA quindi come libero professionista, può inoltre collaborare con centri di ricerca, scuole, enti di studio o altre istituzioni didattiche.

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