Come fatturare all’estero

Fino al 2012, le aziende che vendevano beni o servizi all’estero, non erano obbligate a emettere fattura, perchè, mancando il requisito della territorialità, queste operazioni erano fuori dal campo di applicazione IVA italiana. Dal 1° gennaio 2013, la legge di Stabilità ha reso obbligatorio emettere la fattura anche quando si vendono beni o servizi all’estero.

Un’impresa oppure un libero professionista che vende o compra beni o servizi all’estero o dall’estero, ha quindi obblighi diversi in materia IVA rispetto a quelli ordinari con clienti e fornitori italiani. Nello specifico, le differenze variano a seconda che l’azienda sia cliente o fornitrice, europea o extra-europea.

Fattura

Come fatturare all’estero: le vendite

Se un’azienda italiana vende beni o servizi a un’azienda estera, dovrà fatturare con l’indicazione “inversione contabile” se il committente è europeo; dovrà invece fatturare con l’indicazione “operazione non soggetta” se il committente é extra-UE.

In entrambi i casi, l’IVA non va indicata e:

– se il committente è europeo, nella fattura dovrà essere inserita la dicitura: “Inversione contabile (Legge 228 del 24.12.2012). Operazione fuori campo IVA ex art. 7-ter del DPR n. 633/1972.”

– Se il committente è extra-europeo, nella fattura dovrà essere inserita la dicitura: “Operazione non soggetta (Legge 228 del 24.12.2012). Operazione fuori campo IVA ex art. 7-ter del DPR n. 633/1972.

Le fatture ai clienti esteri (Ue o extra-UE) in base alla legge 228 del 24.12.2012, dovranno essere emesse entro il giorno 15 del mese successivo all’effettuazione della prestazione.

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