Come funziona cessione del quinto dello stipendio

La necessità di ottenere un prestito o un tipo di finanziamento, deve conciliarsi con l’esigenza, della banca, di avere delle credenziali, delle garanzie. Difficilmente una banca o una finanziaria concedono un prestito e addirittura un mutuo, a chi non può dimostrare di avere uno stipendio, un reddito fisso o comunque una garanzia.

Chi ha uno stipendio, una busta paga e quindi ha una posizione lavorativa stabile e dimostrabile, ha più possibilità di ottenere un prestito da una banca, per esempio attraverso la cessione del quinto. Come funziona la cessione del quinto dello stipendio? Cosa significa, cosa comporta e come si calcola?

Che cos’è la cessione del quinto

È un tipo di prestito personale (non é quindi necessario fornire spiegazioni in merito alla necessità di quel denaro, a cosa ci serve e cose ne faremo), Come funziona? In pratica la rate della restituzione del prestito ci saranno addebitate direttamente sullo stipendio. L’importo massimo di tali rate é fino al quinto del netto della nostra busta paga. Se quindi il nostro stipendio netto é di 1200 euro, la rata massima sarà di 240 euro al mese (1200:5). L’importo della rata quindi quindi viene trattenuto direttamente dallo stipendio.

Come funziona

In questo modo il rischio di insolvenza da parte del debitore é azzerato, poiché é previsto il coinvolgimento del datore di lavoro. Noi infatti, una volta ottenuto il prestito, non dovremo quindi far più nulla: sarà direttamente il nostro datore di lavoro a occuparsi di trattenere l’importo della rata sulla busta paga e versarla all’istituto di credito. Il datore di lavoro é obbligato, non può infatti rifiutare una richiesta di cessione del quinto da parte di un suo dipendente.

Chi può chiedere la cessione del quinto

La cessione del quinto dello stipendio può essere richiesta dai lavoratori dipendenti in possesso di busta paga, sia lavoratori statali che dipendenti di aziende private.

Come si richiede

La cessione del quinto può essere richiesta ed erogata dagli istituti di credito previsti dal D.L. n. 385/93, individuati nelle banche e negli intermediari finanziari iscritti in uno specifico elenco dell’Ufficio Italiano Cambi. Occorre presentarsi presso uno di questi istituti, dotati di documento di identità, codice fiscale e busta paga.

Cosa succede in caso di licenziamento o dimissioni del dipendente?

In questo caso sarà sempre il datore di lavoro a dover trattenere ogni somma maturata dall’ex lavoratore presso l’azienda e versare quindi l’importo all’istituto erogante, fino ad estinguere il debito residuo (completamente o parzialmente).

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