Come funziona il prestito con la cessione del quinto

Hai un contratto di lavoro con una regolare busta paga? Allora puoi chiedere un finanziamento tramite la cessione del quinto dello stipendio. Di cosa si tratta e come funziona? La cessione del quinto è una soluzione di prestito personale che può essere richiesta da chi ha una busta paga, quindi da tutti i lavoratori dipendenti. Può essere richiesta anche dai pensionati che ricevono quindi la pensione INPS.

La cessione del quinto é una forma id prestito disciplinata dal D.P.R. 180/50, funziona così: supponiamo che tu sottoscriva con una banca un prestito supponiamo di 5.000 euro e con rate di restituzione mensile pari a 150 euro. Ogni mese, la rata pari a 150 euro, ti sarà decurtata direttamente dallo stipendio. In busta paga quindi, per tutta la durata della restituzione del debito, troverai 150 euro in meno.

Non dovrai quindi effettuare personalmente il pagamento, sarà il tuo datore di lavoro a pagare la rata direttamente alla banca o alla finanziaria. Probabilmente per te non c’è una grande differenza, tra addebitare la rata sul tuo stipendio oppure sul tuo conto corrente, ma per il creditore si. Le banche sono più propense a concedere questa tipologia di prestito: ogni mese hanno infatti la certezza che qualcuno decurti per te la rata e i rischi di insolvenza si riducono.

Tutti i lavoratori dipendenti, sia di strutture pubbliche che private, hanno diritto a richiedere un prestito con la cessione del quinto, senza dover dichiarare le finalità per cui si richiede la somma. La durata massima consentita è di 120 mesi e, il valore massimo del finanziamento, é relativo alla singola rata, che come si intuisce dal nome, non può superare il quinto dello stipendio. Se quindi, per esempio hai uno stipendio di 1000 euro al mese, potrai al massimo ottenere un finanziamento con importo di restituzione mensile pari a 200 euro per 120 mesi. Ovviamente potrai richiedere anche una somma inferiore.

Ottenere la cessione del quinto è abbastanza semplice, in quanto non sono necessarie ulteriori garanzie o fidejussioni. Le legge inoltre prevede che il prestito sia obbligatoriamente accompagnato da una assicurazione vita e rischio impiego, per evitare che il debito ricada sugli eredi in caso di morte, o sullo stesso richiedente nel caso di licenziamento.

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