Come funziona la voluntary disclosure

Cos’è la voluntary disclosure e come funziona? Letteralmente “voluntary disclosure” significa divulgazione volontaria ed é una procedura di regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero e non dichiarati. Occorre sottolineare sin da subito che non si tratta nè di un condono, nè di uno scudo fiscale, poichè non sussiste anonimato.

Si tratta quindi di una vera e propria “autodenuncia” del contribuente che ottiene, come effetto premiante, una riduzione delle sanzioni amministrative pari a 174 rispetto a chi invece non fa un’autodenuncia e poi, viene comunque scoperto. Il “premio” è solo una riduzione delle sanzioni: le imposte dovute e non pagate, invece, dovranno essere corrisposte per intero. Ecco perchè si parla di autodenuncia e non di condono o scudo fiscale. Ma come funziona la voluntary disclosure, come presentare questa autodenuncia?

Tasse

Come già detto in apertura, il contribuente che non ha dichiarato i propri capitali detenuti all’estero, può decidere di autodenunciarsi e avvalersi della voluntary disclosure, ossia la regolarizzazione della propria posizione contributiva, che andrà rivista alla luce delle attività detenute all’estero. Le imposte dovute e non pagate dovranno essere corrisposte per intero, ma il contribuente pagherà delle sanzioni ridotte a un quarto. Il contribuente che si è autodenunciato inoltre, non potrà essere perseguibile per omessa o infedele dichiarazione. In caso di comportamenti fraudolenti (tipico esempio é l’emissione di fatture o dichiarazioni false) la pena può essere ridotta fino alla metà.

La procedura: come fare

1a FASE: rivolgersi al consulente

Il contribuente in difetto, ossia persone fisiche oppure soci di società di persone che detengono capitali all’estero e non dichiarati in Italia, deve rivolgersi a un professionista (il commercialista di fiducia o altro professionista abilitato), il quale verificherà che sussistano i presupposti per avvalersi dell’istituto dell’autodenuncia. Se per esempio l’attività di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate o di altre autorità preposte è già iniziata, il contribuente non potrà fare più autodenuncia.

2a FASE: presentazione dell’istanza

L’istanza dovrà essere inviata all’UCIFI, Ufficio centrale per il Contrasto agli Illeciti Fiscali Internazionali (UCIFI), insieme a tutta la documentazione completa sui capitali, investimenti e attività finanziarie detenute all’estero, specificando anche i guadagni (in termini di plusvalenze, interessi, etc.) conseguiti negli ultimi 10 anni.

3a FASE: Accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate

L’UCIFI si occupa quindi di verificare la correttezza della documentazione presentata e di trasmetterla all’Agenzia delle Entrate competente, la quale emana un ulteriore atto accertativo nei confronti del contribuente. L’Agenzia infine, procede al calcolo di quanto dovuto e lo notifica al contribuente, invitandolo al pagamento.

4a FASE: Pagamento di quanto dovuto

La procedura si conclude quindi con il versamento, in un’unica soluzione, di quanto dovuto (tasse non pagate + sanzione ridotta ad un quarto).

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