Come funzionano i voucher per colf

Il lavoro in nero è vietato dal nostro ordinamento e sono previste importanti sanzioni per chi non regolarizza i lavoratori domestici. Colf e badanti rientrano tra i lavoratori domestici e, anche se lavorano ad ore, il loro lavoro deve essere retribuito legalmente e comprendere anche i contributi INPS e INAIL.

Per chi intende assumere un lavoratore domestico, ci sono due possibilità, l’assunzione che prevede la comunicazione di inizio attività all’INPS, oppure l’utilizzo dei voucher, che può essere utilizzato quando la collaboratrice domestica lavora in qualità di collaboratore occasionale di tipo accessorio, per esempio ad ore. Vediamo di seguito come funzionano i voucher e come usarli per pagare colf e badanti.

colf

Cosa sono i buoni lavoro voucher e come funzionano

Sono dei buoni (in baso un’immagine), che rappresentano un sistema di pagamento per remunerare prestazioni di lavoro accessorio, ossia prestazioni di lavoro saltuarie. Ogni buono ha un valore, che comprende la retribuzione, l’assicurazione INPS (Gestione separata) e INAIL.

Voucher

Il datore di lavoro può comprarli presso le sedi INPS, presso i tabaccai abilitati o acquistarli tramite l’home banking del gruppo Intesa Sanpaolo. Il collaboratore, a sua volta, una volta ricevuto il voucher, può cambiarlo in denaro e quindi riscuoterlo, sempre presso i tabaccai abilitati. Ogni buono ha un valore di 10 euro e il lavoratore, quando va a cambiarli, ottiene 7,5 euro (al netto dei contributi).

Requisiti per pagare e ricevere pagamenti con i voucher

Limite economico: l’attività deve essere saltuaria. I compensi ricevuti, per essere remunerati con voucher, non possono superare i 5.000 euro ad anno solare. Il riferimento é alla totalità dei committenti (datori di lavoro), quindi massimo 5000 euro per tutti i committenti e non per singolo committente. Il limite é di 5000 euro é netto, ed è quindi pari a 6.666 euro lorde.

Se la prestazione viene resa nei confronti di imprenditori commerciali o liberi professionisti, i compensi non devono essere maggiori di 2.000 euro per ogni committente, sempre fermo restando il limite di 5000 euro per la totalità dei committenti. Il limite di 2000 euro é netto ed è quindi pari a 2.666 euro lorde.

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