Come investire in titoli di stato esteri

Dove e come investire in titoli di stato esteri? La domanda è assolutamente lecita: i titoli di stato italiani non rendono più come una volta. Anni fa le percentuali dei tassi di interesse erano davvero attraenti ma, con la riduzione generale di tassi di interesse imposti dalla BCE, anche quelli di BOT, BTP, CTZ, CCT e altri titoli, hanno perso il loro appeal: i tassi di interesse, ad oggi, si attestano a meno dell’1%.

Neanche i conti deposito offrono più gli stessi rendimenti. nelle situazioni migliori, rare, si può arrivare a guadagnare un 2% lordo, ma per avere guadagni più interessanti occorre vincolare le somme per troppo tempo. Gli scenari oggi sono cambiati e, chi non vuole accontentarsi di guadagni pressocchè ridicoli, ha un’alternativa allettante: i mercati esteri.

Titoli di Stato

Come investire in titoli di stato esteri

I rendimenti dei BOT a un anno sono prossimi allo 0.5%, i tassi aumentano leggermente solo con i BTP che, come sappiamo, hanno scadenze a quattro anni. Ma il tasso rimane comunque al di sotto della soglia di accettabilità: siamo ancora vicini solo all’1%. Assodato il fatto che i titoli di stato italiani non valgono più nulla (o quasi) e che neanche i conti deposito rappresentano più una forma di investimento senza rischi interessante, l’attenzione di molti investitori poco propensi al rischio ma a guadagni decenti, si è rivolta a Paesi esteri.

In quali Paesi conviene investire?

Solitamente, chi vuole investire in titoli di stato, è una persona con una bassa propensione al rischio. Sappiamo benissimo che quando il garante é lo stato, il debito viene restituito. Non sempre però: default, colpi di stato, guerre, situazione finanziaria altalenante, possono rendere i titoli carta straccia, come già avvenuto in passato. La prima cosa da fare quindi, non è cercare il Paese che emette titoli di stato a più alto rendimento, ma i Paesi più sicuri sotto il profilo della solvibilità e con una situazione finanziaria più o meno stabile.

La tassazione

Altra nota importante: le tasse applicate alle rendite finanziarie. dal 1° luglio 2014, in Italia, la tassazione sulle rendite finanziarie é passata dal 20% al 26%, ad eccezione dei titoli di Stato dei Paesi “white list”, che sono quelli compresi in questa lista e per i quali la tassazione rimane al 12,5%:

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Le rendite finanziarie infatti, dovranno essere dichiarate nel 730 (o modello Unico) e una tassazione del 12,5 % è ben diversa da una del 26%.

Dove investire, alla luce di queste indicazioni?

Per esempio, la Repubblica del Venezuela, appartiene alla white list, ha emesso obbligazioni (il taglio minimo di acquisto é di 1000 dollari, circa 700 euro), con prezzo di emissione a 97,64 dollari (alla scadenza i titoli vengono restituiti a 100 dollari), con un tasso pari al 13,625% annuo e scadenza il 15/08/2018. Il tasso di interesse viene pagato ogni 6 mesi. Il tasso di interesse è molto interessante, ma non lo è così tanto il Paese. Certo, non si tratta di un Paese con forte rischio di default, anzi. Ma neanche così sicuro.

Un esempio migliore sarebbe quello della Turchia. Le ultime obbligazioni in lire turche sono state emesse con un tasso del 10,75% con scadenza a 5 anni (nel 2019). L’investimento minimo é di 1000 lire turche (circa 340 euro) e i guadagni vengono versati sul conto corrente ogni anno il 15 novembre. La banca emittente  é la BEI (Banca Europea per gli Investimenti). Nonostante l’instabilità politica del Paese, questa banca é stata valutata Standard & Poors, con un rating di tripla A, quindi il rischio che fallisca, è estremamente basso.

Prima di investire in un Paese estero quindi, é sempre bene seguire e stare attenti almeno a quattro variabili:-

1. la situazione economica e politica di quella nazione;
2. la valutazione delle agenzie di rating;
3. l’appartenenza del Paese alla white list;
4. infine, ovviamente, il tasso di interesse.

Quando comprare i titoli di stato esteri?

Possono essere comprati durante l’emissione, ma anche prima dell’emissione o dopo l’emissione, comprandoli quindi da qualcuno che vuole venderli. Una volta acquistati, si potrà decidere se tenerli fino alla scadenza o se rivenderli, magari per ottenerne un ricavo, se il loro valore è aumentato.

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