Come investire la pensione

In molti sono coloro che si chiedono come investire la pensione e, soprattutto, la liquidazione. Soprattutto da quando, nel 2007, si è aperta la possibilità, per tutti i lavoratori dipendenti con cassa pensionistica INPS, di scegliere dove destinare il proprio TFR: se in azienda o presso una gestione del privata scelta dal lavoratore stesso.

In quale conviene investire? Qual é meglio scegliere? Anche se si è giovani, pensare alla pensione non deve sembrare prematuro. L’investimento previdenziale è uno dei caratteri fondamentali del buon risparmiatore: quella dell’oggetto dell’investimento, é una scelta che può essere fatta subito.

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Dove investire il TFR: conviene lasciarlo in azienda o destinare la quota TFR in un fondo pensione?

Le differenze

1. La tassazione

Il TFR lasciato in azienda, quando lo riscuoterai (ossia la momento della tua pensione), sarà trattato con un regime fiscale uguale a quello del tuo stipendio. Al TFR ti sarà quindi applicato lo scaglione IRPEF, che non sarà mai inferiore al 23%. Anzi, molto probabilmente, dato che negli ultimi anni di lavoro i tuoi guadagni saranno più alti, all’incirca ti sarà applicata un’aliquota IRPEF pari al 30%. Se quindi per esempio, avrai diritto a un TFR pari a 100 mila euro, di TFR netto (al netto delle tasse), percepirai soltanto 70 mila euro.

Se invece destini la quota del tuo TFR a una gestione privata (qualunque essa sia), puoi sfruttare una tassazione minore o uguale al 12% (i calcoli da fare sono più complessi, ma alla fine dei conti, la tassazione non supererà quella cifra). Nell’esempio precedente quindi, se hai diritto a un TFR lordo pari a 100 mila euro, ne incasserai 88 mila netti. Ben 18 mila in più.

2. Il tasso di interesse

Il datore di lavoro, per legge, deve darti un interesse pari a tre quarti dell’inflazione calcolata sulla base ISTAT più una percentuale pari all’1.5%. Se quindi, supponiamo, che il tasso di inflazione sia pari al 2%, il tasso di interesse totale sarà pari allo 3,5%.

Nella gestione privata, sei tu a decidere. Se scegli un fondo pensione che investe in titoli di Stato o obbligazioni, puoi avere un tasso di interesse più o meno simile a quello del TFR lasciato in azienda. Se opti per un investimento totalmente azionario (attenzione però, in questo caso devi considerare anche i rischi), potresti aumentare i tuoi rendimenti anche fino al 10% annuale.

3. La disponibilità del denaro

Nei fondi pensione privati, con specifiche motivazioni, puoi prelevare soldi per far fronte a spese impreviste e indispensabili.

Se invece lasci il TFR in azienda, il datore di lavoro può importi delle limitazioni fino addirittura a negarti, nei casi più gravi, il denaro spettante (fino a costringerti a intraprendere azioni legali).

4. Le deduzioni fiscali

Ogni anno, con la dichiarazione dei redditi (modello 730) è possibile portare in deduzione dal proprio reddito anche una parte dei contributi versati nei fondi pensione, riducendo, di fatto, le tasse annuali da pagare.

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