Come investire nei mercati emergenti

L’Italia ormai, non è certo il luogo migliore dove indirizzare i propri investimenti: i titoli di stato rendono pochissimo, i conti deposito rendono poco più poco meno dei titoli di stato il mercato azionario è troppo volatile e i rischi sono sempre all’orizzonte. Ecco perchè non sono pochi li investitori e i risparmiatori che decidono di indirizzare i propri capitali nei Paesi emergenti.

Ma quali sono i Paesi emergenti su cui conviene investire oggi? Quali sono i reali rischi e opportunità? Forse e primo impatto può sembrare difficile investire in un Paese di cui non si conosce nulla o quasi. In realtà si può e tanti italiani lo fanno: in questo post vedremo quali sono gli aspetti da tenere in maggiore considerazione quando si vuole investire nei mercati emergenti e qualche utile consiglio.

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Rischi e opportunità

La volatilità è uno degli aspetti da tenere in primis in considerazione quando si valuta la possibilità di investire i propri risparmi nei mercati emergenti. Rispetto ad alcuni anni fa, oggi i flussi di capitali movimentati sono diventati elevatissimi, anche perchè agli investitori si sono aggiunti i fondi comuni, gli hedge fund e il numero delle negoziazioni è aumentato, scatenando quindi una fluttuazione dei prezzi più veloce. Chi desidera investire nei mercati emergenti però, coglie queste fluttuazioni come potenziali opportunità di investimento laddove i prezzi scendano a livelli sufficientemente bassi.

Se per gli investitori di breve termine, le veloci e repentine fluttuazioni rappresentano un rischio, per chi vuole investire nel lungo termine rappresentano invece delle occasioni, quando il trend di quel mercato è rialzista nel lungo periodo, quando si prevede una crescita nel medio lungo termine.

Ma quali sono quindi, ad oggi, i Paesi più interessanti?

Dove

Nonostante la recente crisi economica e finanziaria che ha toccato il globo, ci sono ancora delle “terre felici” dove conviene fare fare un pensierino:

  1. In Europa Orientale, dopo le sanzioni contro la Russia, la crescita si è arrestata e ciò ha avuto ripercussioni un po’ in tutta l’Europa orientale. Fa eccezione l’Ungheria che, guidata dal primo ministro Viktor Orban sta crescendo in maniera più rapida rispetto alle altre nazioni. Il commercio dell’Ungheria è in surplus e il settore creditizio é attivo. Persino la moneta locale, il fiorino, si è apprezzato rispetto ad altre monete.
  2. In Sudamerica la crisi non è stata clemente e la situazione é difficile in Brasile, Argentina, Cile, Perù, Venezuela. Al contrario il Messico, guidato dal presidente Enrique Peña Nieto, si sta facendo strada in questa situazione poco rosea: la bilancia commerciale è in pareggio, la crescita va avanti e anche il mercato del credito è dinamico.
  3. In Asia, l’imprenditore che desidera delocalizzare la sua attività ha molta scelta, perchè il costo del lavoro risulta essere molto basso un po’ ovunque e i governi tendono ad attirare con agevolazioni e sconti gli investimenti stranieri. L’unico Paese che spicca nel suo complesso, é rappresentato dalle Filippine, dove la crescita non ha subìto rallentamenti e anche i governi sono molto più stabili rispetto al passato.

Cosa si evince da ciò? Si evince che, prima di investire, è necessario controllare e informarsi sempre sulla situazione politica di un Paese, perchè spesso è la politica che decide le sorti dell’economia di una nazione. Il Paese ha un governo stabile? Quali sono i tassi di interesse dei titoli di Stato? Qual é la situazione del debito pubblico? Le imprese vengono incentivate o gambizzate (come in Italia..)?

Solo un analisi del quadro completo può fornire delle risposte più adeguate e permettere di captare sia le opportunità che i segnali di debolezza.

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