Come pagare le tasse sul forex

L’Italia é uno dei Paesi del mondo dove la pressione fiscale é alle stelle: persone fisiche, imprese e società italiane, sono obbligate a pagare più tasse rispetto alle altre nazioni. Chi si avvicina al forex quindi, non appena inizia a realizzare i primi guadagni, si trova a fronteggiare la questione tassazione: come pagare le tasse sul forex?

Ebbene cari traders, nel caso del forex il fisco italiano é un po’ meno pretenzioso rispetto ad altre attività. Almeno per ora: nel contesto di crisi in cui versa il Paese, non ci meraviglieremmo se in futuro i guadagni del forex dovessero subire maggiori balzelli fiscali. Vediamo come é cambiata la tassazione fiscale nel tempo, fino ad oggi.

Come si pagano le tasse sul forex?

In seguito all’aumento dell’attività di forex, molti sono stati i dibattiti in merito alla tassazione fiscale. Senza elencare le varie scuole di pensiero, andiamo a vedere direttamente come si é espresso l’ente controllore finale: l’Agenzia delle Entrate. Con la risoluzione n. 67/E del 07/07/2010, l’ente ha chiarito che la plusvalenza realizzata con l’attività di forex, deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi (precisamente nel quadro RT – sezione II). Sarà quindi applicata un’imposta sostitutiva pari al 12,50% del suo ammontare.

Sempre l’Agenzia delle Entrate, stavolta stimolata dalle associazioni di categoria e gli stessi operatori di mercato, ha però modificato, con la circolare 102/E del ottobre 2011, la portata della precedente interpretazione: ai redditi derivanti dal forex ottenuti da persona fisica non esercente attività d’impresa, deve essere applicata un’imposta sostitutiva del 20% (dal 01/01/2012 infatti, l’imposta sulle plusvalenze é pari a questa percentuale).

Con queste risoluzioni, precisiamo, l’Agenzia delle Entrate si é espressa in merito alle persone fisiche, quindi a chi opera nel forex senza una partita IVA dedicata a questa attività. Nel caso di attività di impresa che abbia per oggetto il forex o altra attività finanziaria quindi, i guadagni saranno soggetti a tassazione per le imprese. In questo caso si rende necessario l’intervento di un buon consulente o commercialista.

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