Se abbiamo scoperto di possedere un capitale, finora a noi sconosciuto, un conto corrente o un libretto rimasto inutilizzato da oltre dieci anni, possiamo riappropriarci del denaro che ci spetta. I conti o libretti dormienti sono depositi che essendo rimasti inutilizzati, per decreto del Governo sono confluiti in un apposito Fondo ministeriale.

Come recuperare soldi dai conti dormienti? Fino a qualche tempo fa non era facile riappropriarsi del proprio denaro, a causa di tutta una serie di procedure burocratiche poco chiare e farraginose, ma a un certo punto finalmente il Ministero dell’Economia ha dato le istruzioni definitive per chiedere il rimborso delle somme. Se quindi siamo ereditari o titolari o comunque abbiamo diritti da rivendicare su uno di questi depositi, ecco la procedura da seguire.

Siamo già andati in banca e l’addetto ci ha gelato dicendoci che i soldi non ce li hanno più? Niente paura, semplicemente i soldi non si trovano più in banca, ma sono stati trasferiti, come appena accennato, al Fondo depositi dormienti presso il Ministero dell’Economia e sono ancora ancora recuperarli. Il termine di prescrizione é di 10 anni dalla data in cui il conto é stato trasferito nel suddetto Fondo. Se per esempio la nonna ci ha intestato un libretto di risparmio e solo fino al 1995 ha versato delle somme, nel 2005 la banca dovrà trasferire il conto al fondo statale, se appunto per dieci anni non c’é stata alcun a movimentazione. Da questo momento abbiamo ulteriori dieci anni per riprenderci il nostro denaro, quindi fino al 2015.

Le liste dei conti dormienti, suddivisi per anni, sono disponibili sul sito del ministero depositidormienti.mef, dove appare una schermata nella quale é presente lo spazio “Ricerca Libera”, dove appunto possiamo iniziare la ricerca inserendo un cognome, un codice identificativo del rapporto con la banca o l’intermediario, ecc. Se troviamo il nostro nominativo avremo 10 anni dal momento del versamento dei soldi nel fondo statale per richiederne la restituzione.

La domanda per le restituzione del denaro però non va fatta al Ministero delle Finanze, se ne occupa la Consap e occorre inviare questo modulo pdf Domanda conti dormienti.pdf, stampato, opportunamente compilato sia se siamo titolari del conto, eredi, persone fisiche o società. Alleghiamo i documenti richiesti e inviamo il tutto con raccomandata A/R all’indirizzo indicato sul modulo pdf. La Consap ci risponderà:

– Affermativamente e quindi ci corrisponderà le somme dovute tramite bonifico bancario o postale o assegno circolare.

– Negativamente, precisando i motivi del rifiuto.

Per informazioni, comunicazioni o richieste possiamo inviare una mail a rapportidormienti@consap.it.