Come si calcola il TFR

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto, denominato anche liquidazione) é una somma di denaro consegnata dal datore di lavoro al lavoratore, una volta interrotto il rapporto di lavoro (per pensione o per altro tipo di del rapporto di lavoro, per licenziamento per esempio). Il datore di lavoro forma il TFR accantonando ogni anno una somma di denaro.

Come si calcola il TFR? Quanto spetta e come richiederlo? In questa guida cercheremo di rispondere alle domande più frequenti relative al TFR. Partendo dai principali elementi del TFR, al calcolo ed infine, alla possibilità contemplata dal nostro ordinamento di chiedere un anticipo sul TFR già maturato.

QUANDO SPETTA

Il TFR é una somma di denaro che viene consegnata al lavoratore in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

COME SI CALCOLA

Ogni anno il datore di lavoro accantona una somma pari a:

somma di tutte le retribuzioni utili dell’anno / 13,5

Per esempio: supponiamo di aver avuto nel 2013 una retribuzione utile di 20.000 euro. Ecco come calcolare la somma da accantonare per quell’anno:

20.000 : 13,5 = 1.481,48 (somma da accantonare per quell’anno)

Questa operazione deve essere eseguita ogni anno e il risultato va sommato alla quota già accantonata negli anni precedenti.

Alla fine del rapporto di lavoro, verrà consegnata al lavoratore la somma totale degli accantonamenti annui, tassata secondo la normativa vigente (al TFR lordo infatti saranno applicate le tasse).

COME RICHIEDERE UN ANTICIPO

Il dipendente che lavora da almeno 8 anni presso quella azienda, può chiedere (una sola volta) un anticipo sul TFR. L’art. 2120 C.C. sottolinea le motivazioni per cui può essere richiesto l’anticipo, tra questi rientrano i congedi per astensione facoltativa di maternità, spese per l’acquisto della prima casa, spese mediche per terapie, etc. Ovviamente, anche sull’anticipo del TFR vanno pagate le tasse (art.11 decreto 252/2005).

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