Come si calcola la Tasi per gli inquilini

La TASI, che sta per Tariffa sui Servizi Indivisibili, è stata introdotta nel 2014, con la legge di stabilità ed é una tassa che si paga sugli immobili presenti sul territorio comunale. Si calcola e si paga per sostenere i servizi offerti ai residenti del comune, come l’illuminazione delle strade, la sicurezza, l’ufficio dell’anagrafe, o la manutenzione di monumenti.

L’introduzione di questa tassa però, ha generato delle domande: anche gli inquilini devono pagare la Tasi, oppure deve essere pagata solo dai proprietari delle case? Se si, come si calcola la Tasi per gli inquilini, quali sono le aliquote previste? E se nell’immobile risiedono più inquilini (per esempio studenti universitari o lavoratori in condivisione), cosa si deve fare? Vediamo di fare un po’ di chiarezza su questo argomento.

Tasse

Chi paga la Tasi proprietario o anche inquilino?

Purtroppo la risposta non é univoca. Ogni Comune é autonomo in questa scelta e ci sono comuni che hanno deciso di esentare gli inquilini dal pagamento della Tasi e altri, invece, che prevedono che sia pagata anche dall’inquilino, in percentuale minore rispetto a quella pagata dal proprietario.

Inoltre, non è detto che arrivi il bollettino prestampato a casa: il bollettino é sicuramente una comodità, perchè evita al contribuente di dover calcolare l’importo. Purtroppo però non tutti comuni hanno previsto l’invio del bollettino prestampato a casa per il pagamento della Tasi.

Cosa fare quindi? Se sei un inquilino in affitto, controlla prima di tutto sul sito internet del tuo comune, oppure recati o telefona direttamente agli uffici comunali, per sapere se, nel tuo comune, anche gli inquilini in affitto devono pagare la Tasi oppure no. Per esempio, a Milano sono esentati gli inquilini delle case popolari (Aler, etc.). Se ti dicono che nel tuo comune anche l’inquilino deve pagare la Tasi, chiedi anche disposizioni in merito all’aliquota. Il calcolo, una volta conosciuta l’aliquota, é molto semplice. Vediamo un esempio.

Quanto si paga?

Ogni comune decide la quota di Tasi che deve essere pagata dal proprietario e quella che deve essere pagata dall’inquilino. Il calcolo della Tasi somiglia a quello per l’IMU, solo che con la Tasi le aliquote sono “per mille” e si basa sempre sulla base della rendita catastale. Ripetiamo ancora una volta di informarsi al comune, perchè le percentuali cambiano da comune a comune, inoltre variano in base alla classe dell’immobile: abitazione principale, di lusso, etc. e potrebbero essere previste delle detrazioni.

Esempio di calcolo

Appartamento nel comune di Roma con una rendita catastale di 800 euro. il comune ha stabilito che l’aliquota per il calcolo della Tasi sia pari al 2,5 per mille. L’appartamento é stato dato in affitto e il comune ha stabilito che il 90% della Tasi sia pagato dal proprietario e il 10% restante dall’inquilino. Ricordiamo che, prima del calcolo, la rendita deve essere rivalutata del 5% (quindi moltiplicata per 1,05%) e, se si tratta di un’abitazione ad uso civile deve essere moltiplicata anche per 160. Al risultato si applicano aliquote e percentuali,

800 x 1,05 x 160 x 2,5 / 1000 = euro 336 (Tasi dovuta in totale)

336 / 100 x 90 = euro 302,4 (Tasi dovuta dal proprietario)

168 / 100 x 10 = euro 33,6 (Tasi dovuta dall’inquilino)

La Tasi non é dovuta “in solido” da inquilino e proprietario, per cui ognuno é responsabile solo del pagamento della sua quota.

E se nell’immobile risiedono più inquilini (per esempio studenti universitari o lavoratori in condivisione), cosa si deve fare? In questo caso i 33,6 euro vanno divisi e pagati per ogni inquilino.

Per il calcolo della Tasi é possibile rivolgersi a un commercialista o anche al patronato della propria città. Ogni comune potrebbe prevedere scadenze, modalità e moduli differenti per il pagamento, ma solitamente va pagata con bollettino di conto corrente postale o con modello F24 (quindi come per l’IMU).

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