Consolidamento debiti cattivi pagatori per autonomi

Quando si parla di lavoratori autonomi, è già difficile accedere a un prestito: mentre i lavoratori dipendenti hanno un’entrata reddituale sicura da dimostrare alla banca, gli autonomi non hanno lo stesso vantaggio quando richiedono prestiti e mutui.

La situazione si complica ancora di più quando i prestiti sono più di uno e, per non aver pagato varie rate, si viene iscritti nell’elenco CRIF dei cattivi pagatori. Cosa si può fare in questo caso? Si può ottenere un prestito/mutuo di consolidamento debiti?

Euro dollaro

Prestiti e mutui

Quando si hanno vari debiti, il soggetto ha la possibilità di chiedere il consolidamento dei debiti, che consiste appunto nell’unione di varie rate in una sola. Per esempio: supponiamo che Mario Rossi abbia tre prestiti in essere:

  • il primo, rata 200 euro al mese, con scadenza fra due anni;
  • il secondo con rata 100 euro al mese con scadenza due anni;
  • il terzo con rata 250 euro al mese con scadenza tre anni.

Il totale dell’esborso mensile per le rate è quindi di 550 euro.

Mario Rossi si rivolge a una banca e chiede un prestito di consolidamento debiti. che gli viene concesso. Quindi non dovrà più pagare tre rate al mese, ma una sola rata mensile e, se lo vorrà, anche di importo inferiore, per esempio 450 euro al posto di 550. Ovviamente, per abbassare la rata, occorrerà allungare la durata dei prestiti.

Se però Mario Rossi è un cattivo pagatore, nessuna banca gli concederà un consolidamento debiti. O almeno, così era fino a qualche tempo fa.

La legge 03/2012 ha introdotto una possibilità anche per gli autonomi cattivi pagatori: si tratta del procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento. Funziona allo stesso modo di un consolidamento debiti ma, per accedervi, bisogna dimostrare di avere dei problemi finanziari, appunto una condizione di sovraindebitamento. Questa situazione di sovraindebitamento, è dimostrata proprio dal fatto di essere un cattivo pagatore, che non è riuscito a pagare determinate rate.

Questo significa che la banca, alla richiesta di apertura del procedimento, non discriminerà il soggetto solo per il fatto di essere iscritto al CRIF come cattivo pagatore. Ovviamente, dovrà dimostrare di avere determinate garanzie: un certo reddito (dovrà quindi presentare l’ultimo modello Unico), un immobile da dare in ipoteca, per esempio.

La legge ha quindi aperto la strada al finanziamento ai cattivi pagatori ma, chiaramente, bisogna dimostrare di poter far fronte alle nuove rate, seppur di importo più basso rispetto al totale dei finanziamenti in atto.

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