Contingenza busta paga: cos’è

Ogni mese il datore di lavoro consegna al dipendente la busta paga, nella quale si attesta lo stipendio netto versato e tutti i calcoli effettuati per ottenerlo. Si parte infatti dallo stipendio lordo per arrivare al netto.

Lo stipendio lordo è composto da varie voci: paga base, contingenza e assegno supplementare. Cosa significano queste voci e come vengono calcolate? Vediamone la definizione e il significato.

Calcolo busta paga

Definizione e significato

1. Paga base: la paga base è la prima voce della busta paga. E’ lo stipendio minimo stabilito dal contratto nazionale del lavoro: al di sotto di quell’importo infatti sarebbe illegale. I contratti nazionali di categoria fissano questo importo minimo.

2. Contingenza. L’indennità di contingenza è invece quella parte di reddito che serve ad adeguare lo stipendio al costo della vita. La paga base infatti, potrebbe non essere sufficiente, ecco perchè, alla fine degli anni ’40, grazie alla contrattazione collettiva fu introdotta questa voce.

C’è da dire però che questa voce, aveva, per legge, la funzione di adeguare lo stipendio al costo della vita solo fino al 1991, ed era rappresentata da un importo base identico per tutti i dipendenti e in un altro importo variabile in base al settore e alla qualifica del lavoratore. Il Protocollo d’Intesa del 31 luglio 1992, stipulato tra le parti sociali contrapposte e il Governo, ha messo la parola fine a questo meccanismo.

Tuttavia, molti contratti hanno continuato a mantenere la contingenza sulla busta paga, per cui è possibile vedere i seguenti importi:

  • paga base, che è sempre quella minima prevista dal CCNL di riferimento;
  • contingenza, che funge quindi da adeguamento;
  • assegno supplementare, una eventuale somma che si aggiunge alle precedenti. Si tratta anche in questo caso di un importo variabile in base alla provincia di residenza.

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