Contribuenti minimi studi di settore 2013

L’imprenditore o il professionista che aderisce al regime dei minimi, non é sottoposto agli studi di settore. Chi quindi ha la possibilità di aderire a questo regime di vantaggio, non solo non é tenuto a versare l’IRPEF; l’IVA e le altre imposte sul reddito di impresa (pagherà solo un’imposta sostitutiva pari al 5%), ma risultano anche inapplicabili gli studi di settore. Con il regime dei minimi quindi, la questione studi di settore non si pone.

Il problema sorge invece per tutti quegli imprenditori e professionisti che, a seguito delle profonde modifiche apportate dal Decreto legge 98/2011 sui requisiti per l’accesso al regime dei contribuenti minimi, sono stati costretti a uscire dal regime dei minimi per subentrare nel nuovo regime super semplificato, oppure in quello ordinario.

Per coloro che, a seguito delle modifiche apportate dal Dl n. 98/2011 non hanno potuto più proseguire con il regime dei minimi ed hanno dovuto optare per quello semplificato o per il regime ordinario, si pone quindi la questione dell’applicabilità degli studi di settore e quindi della compilazione dei vari modelli.

Per effetto dell’articolo. 6 del Dm 28.12.2012, il contribuente che esce dal regime dei minimi, diventa obbligato alla compilazione degli studi di settore, ma, per il primo anno successivo all’uscita, gli stessi non sono applicabili ai fini accertativi, ma assumono solo una valenza statistica. Significa quindi che, occorre sin da subito compilare gli studi di settore, ma questi avranno valenza accertativa solo dopo un anno. Il contribuente interessato dovrà inserire quindi, nel modello Unico, nell’apposita casella collocata nei quadri RE, RF e RG, il codice 12 tra le cause di esclusione. Dopo il primo anno di esclusione, il contribuente sarà assoggettato alle normali regole sugli studi di settore.

La ratio dell’inapplicabilità degli studi di settore per il primo anno successivo all’uscita dal regime dei minimi, risiede nel fatto che il soggetto transita da un regime di cassa, con regole specifiche, a un regime ordinario, con regole totalmente differenti, previste dal TUIR. In virtù di questo passaggio quindi, il legislatore ha previsto questa fase di transizione, di durata pari ad un anno, durante la quale gli studi di settore, pur dovendo essere compilati, non sono applicabili a fini accertativi.

Hai bisogno di aiuto?