Cosa fare se il contratto a progetto maschera un lavoro subordinato

Quando hai firmato il contratto a progetto, c’era scritto che si trattava di un lavoro di tipo autonomo, dove eri tu a gestire il tuo lavoro, senza vincoli di subordinazione con il committente (datore di lavoro). Ciò implicava l’assenza di giornate e di orari di lavoro stabiliti (come per chi ha un contratto a tempo indeterminato): un giorno potevi benissimo decidere di non lavorare, purchè tu avessi raggiunto l’obiettivo finale (appunto, il progetto).

Dovrebbe essere questo il contratto a progetto, ma purtroppo spesso non lo è. Non di rado capita che il contratto a progetto mascheri un rapporto di lavoro subordinato e così, bisogna entrare e uscire da lavoro a una determinata ora, si devono chiedere i permessi per le ferie e per avere un giorno libero bisogna fare i salti mortali. Cosa fare in questo caso? Procedere con una denuncia per abuso del contratto a progetto? C’è un modo per ottenere la tutela dei propri diritti?

Se le modalità di svolgimento del lavoro, riconducono a un rapporto di lavoro subordinato, il lavoratore può rivolgersi al giudice e chiedere l’accertamento dell’effettiva natura del rapporto di lavoro. Se il giudice riscontra che in realtà sussiste un rapporto di natura subordinata mascherato da contratto a progetto, quest’ultimo viene si trasforma in contratto a tempo indeterminato e tale conversione ovviamente apporta al lavoratore tutti i relativi diritti retributivi e contributivi.

In tal senso sono intervenute anche delle sentenze della corte di Cassazione, l’ultima la n. 15922 del 25 giugno 2013, nella quale si sottolinea che, va considerato lavoro subordinato e non autonomo se, realmente non esiste un vero progetto da conseguire in maniera autonoma, che sia specifico e ben distinto dalle singole e mere mansioni da svolgere.

Hai bisogno di aiuto?