Cosa si rischia a lavorare in nero

Abbiamo fatto un colloquio e ci hanno chiamati per essere “assunti come dipendenti”. Le virgolette sono doverose, poichè purtroppo il datore di lavoro ci ha chiaramente lasciato intendere che saremo costretti a lavorare in nero. Purtroppo quella del lavoro in nero é una questione da non sottovalutare, se consideriamo che in Italia il lavoro irregolare riguarda il 10% dei lavoratori. E nell’Italia meridionale i dati peggiorano a una persona su cinque.

Cosa rischia chi si piega, pur di lavorare, a prestare il proprio lavoro senza un regolare contratto? Cosa succede nel caso in cui la Guardia di Finanza, il Dipartimento Provinciale del Lavoro, l’Inps oppure l’Inail (che sono gli accertatori) scoprissero che prestiamo lavoro in nero?

Il lavoratore in realtà, nel caso in cui viene “scoperto” non rischia nulla, nessuna sanzione sarà applicata al lavoratore, poichè é considerato la parte debole. Anzi, una volta che si viene scoperti, si ha un solo vantaggio: quello di essere messi in regola. I datori di lavoro sono infatti gli unici responsabili e a questi vengono applicate delle multe molto salate, che vengono considerevolmente ridotte mettendo il lavoratore in nero in regola. Ecco perchè, generalmente, le aziende dopo i controlli mettono in regola.

Le multe sono queste: l’azienda che, dopo gli accertamenti degli organi preposti, regolarizza il lavoratore, la multa é pari a 1500 euro per ogni lavoratore trovato in nero. A questi 1500 euro si aggiungono 37,50 euro per ogni giorno di lavoro: si può così arrivare a cifre davvero alte.

Se invece il datore di lavoro continua con la sua condotta illegale e non regolarizza il lavoratore, la multa raddoppia a 3000 euro, a cui si aggiungono 50 euro per ogni giorno di lavoro. Inoltre il datore di lavoro andrà incontro a un’ingiunzione successiva e la multa salirà ancora.

Inoltre, se dal controllo risulta almeno il 20 per cento di lavoratori in nero, gli ispettori procederanno alla “sospensione dell’attività”; in pratica l’imprenditore dovrà chiudere l’attività, finché non mette in regola, e a tempo indeterminato, tutti i lavoratori trovati in nero.

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