Cosa sono i paradisi fiscali

Si sente spesso parlare di paradisi fiscali, di lista dei Paesi in Europa e nel mondo, della “lista nera OCSE”. Di cosa si tratta precisamente, cosa sono i paradisi fiscali e come funzionano? Si nasconde qualcosa di illegale?

I paradisi fiscali, vengono così chiamati grazie alle particolari leggi fiscali adottate dal governo locale. Questi agevolazioni vanno da una bassa o addirittura quasi nulla tassazione, fino al rifiuto a collaborare con le autorità dei Paesi d’origine a fornire i dati dei titolari di imprese e conti correnti.

paradisi fiscali

Lista nera OCSE in Europa e nel mondo

Proprio per questa ragione, esistono paradisi fiscali e paradisi fiscali. L’OCSE, costantemente, stila e aggiorna apposite liste dei Paesi dove la pressione fiscale è molto bassa e li suddivide in base alla loro bontà fiscale, ma soprattutto in base al loro rifiuto di collaborare con le autorità estere, al fine di identificare i proprietari di conti correnti o imprese.

Fino a pochi anni fa, questi Paesi erano davvero molti e l’OCSE li aveva suddivisi in lista grigio chiara, lista grigia, fino alla lista nera che includeva i Paesi più restii a collaborazioni fiscali internazionali. Dal 2012, dopo intense trattative a livello internazionale, la lista nera è vuota. La lista grigia contiene solo Nauru e Guatemala. Anche la lista grigio chiara è vuota.

Questo significa che ormai un alto livello di tassazione c’è ovunque? Assolutamente no: ci sono Paesi dove la tassazione è bassa, si pensi per esempio all’Irlanda, oppure a Malta dove le imprese estere pagano solo un’imposta pari al 5%, oppure addirittura agli Emirati Arabi, dove la tassazione è quasi nulla.

E’ illegale aprire lì un’azienda e un conto corrente? Anche qui la risposta è no! Ognuno è libero di andare a vivere e intraprendere attività economiche dove vuole. Ovviamente, sono vietati i raggiri, i metodi subdoli per non pagare le tasse in Italia.

Tipico esempio è quello di una persona che, per non pagare le tasse, prende la residenza a Dubai, però poi vive in Italia. Se infatti si vive in Italia per più di metà anno, mantenendo qui tutti i propri affari, le tasse sono dovute in Italia e non in un altro Paese, anche se si ha la residenza estera. Il fisco italiano quindi, in questo caso, potrebbe richiedere il pagamento di quanto dovuto.

I casi comunque sono davvero tanti e non è possibile stilare un elenco delle situazioni lecite e illecite. Di sicuro c’è non c’è alcun divieto di aprire attività all’estero, o di aprire conti correnti. Purchè tutto avvenga in maniera trasparente e per attività legali (quindi, chiaramente, no droga, traffici illegali, etc.).

Perchè i paradisi fiscali adottano un sistema di tassazione così basso? Cosa ci guadagnano? Spesso si tratta di Paesi a bassa redditività, nazioni dove nessuno, o quasi, investirebbe. Proprio per questa ragione, i governi locali decidono di attirare investitori stranieri con un sistema fiscale allettante. E ci riescono.

Basta pensare un po’ all’Italia, che è l’esempio al contrario: qui il livello di tassazione é talmente elevato, che gli stessi italiani faticano a fare impresa. Figuriamoci se è possibile attrarre investitori stranieri che, ovviamente, scelgono altre zone più “benevole” per i propri business.

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