Credito d’imposta

Quest’anno hai fatto il bilancio della tua azienda e ti sei accorto che vanti del credito nei confronti dello Stato? Hai venduto recentemente la tua prima casa e ne hai comprata subito un’altra? Hai effettuato dei lavori di ristrutturazione e bonifica per lo smaltimento dell’amianto? In tutti questi e altri casi hai maturato del credito d’imposta.

In questa guida sul credito d’imposta ti spiego cos’è e come funziona, quali sono i casi in cui puoi maturarlo tra cui: aziende che investono nella ricerca e sviluppo, l’acquisto di una prima casa, bonifica di amianto, acquisto di beni strumentali nel mezzogiorno, acquisto di dispositivi di videosorveglianza e le accise degli autotrasportatori.

Cos’è

La definizione di credito d’imposta é piuttosto generica: si tratta di un credito che il contribuente (persona fisica o azienda) vanta verso lo Stato e che può essere utilizzato per compensare qualsiasi debito verso quest’ultimo.

In altri casi invece, non si può liberamente scegliere la destinazione del credito, ma deve essere necessariamente incanalato verso progetti specifici, ad esempio per finanziare la ricerca e lo sviluppo, la bonifica di amianto, gli investimenti al Sud.

La Legge di Stabilità 2016, per gli anni dal 2016 al 2019, ha previsto un credito di imposta alle aziende che comprano beni strumentali e si trovano nel Mezzogiorno d’Italia. Il credito d’imposta é riconosciuto secondo queste percentuali:

  • 20% del costo sostenuto per le piccole aziende;
  • 15% del costo sostenuto per le medie aziende;
  • 10% del costo sostenuto per le grandi aziende.

Esempio

Una piccola azienda spende 10.000 euro di beni strumentali. nei confronti dello Stato può quindi far valere 2.000 euro di credito di imposta.

Ricerca e sviluppo

Le aziende che investono in ricerca e sviluppo, possono beneficiare di un credito di imposta fino al 2019. Il credito non dipende dalla grandezza dell’azienda né dal ramo in cui opera. I requisiti per accedere al credito sono i seguenti:

  • È necessario spendere almeno 30.000 in ricerca e sviluppo;
  • Il credito di imposta viene accreditato al 50% delle spese, quindi se le spese utili in ricerca e sviluppo sono di 50.000, si ha diritto a un credito di 25.000 euro.

Attenzione

Il credito di imposta si misura con metodo incrementale; il credito si calcola solo sulle spese in esubero rispetto alla media delle spese sostenute nei tre anni precedenti (o al momento della costituzione se l’impresa é nata da meno di tre anni).

Esempio

Hai sostenuto spese di ricerca e sviluppo per tre anni: 10.000 euro (2016); 20.000 euro (2017), 25.000 euro (2018), per una media dei tre anni pari a 18.333 euro. Se nel 2019 spendi 15.000 euro non hai diritto a credito di imposta. Se spendi 30.000 euro hai diritto a un credito di imposta pari a 11.677 euro (30.000 – 18.333). Di questi 11.677 hai diritto al 50% del credito di imposta, ossia 5838,5 euro.

Il credito d’imposta si ottiene in maniera automatica: basta indicare i costi sostenuti nella dichiarazione dei redditi. Il bonus potrà poi essere utilizzato come credito per l’anno successivo e compensato con altri debiti tramite modello F24.

I costi sostenuti per ricerca e sviluppo che rientrano nell’agevolazione sono:

  • Spese di personale con attività di ricerca;
  • Strumenti e attrezzature;
  • Contratto di ricerca;
  • Spese di ricerca industriale.

Prima casa

Se hai acquistato una prima casa, l’hai venduta e poi ne hai acquistata un’altra, quest’ultima rappresenta sempre una “prima casa” e hai diritto quindi a un credito di imposta purché:

  • Al tempo del primo acquisto tu abbia usufruito delle agevolazioni prima casa (quindi pagando imposta di registro o aliquota IVA agevolata);
  • Tu non sia decaduto dalle agevolazioni prima casa (per esempio per mancato trasferimento entro 18 mesi nel comune ove si trova la casa);
  • Effettui il secondo acquisto entro un anno dalla vendita del primo immobile.

Attenzione

Non hai diritto ad alcun credito se ottieni il primo e/o il secondo immobile per successione o donazione.

Il credito di imposta é pari all’imposta di registro o all’IVA pagata all’acquisto della prima casa e non può mai essere maggiore dell’imposta di registro o dell’IVA pagata all’acquisto della seconda casa. In parole più semplici, il credito ammonta alla minor imposta pagata al primo o al secondo acquisto.

Esempio

Sulla prima casa hai pagato 4.000 euro di IVA, sulla seconda ne hai pagata 3.000. Hai diritto a 3.000 euro di credito di imposta.

Esempio

Esempio 2. Sulla prima casa hai pagato 7.000 euro di IVA, sulla seconda ne hai pagata 8.000. Hai diritto a 7.000 euro di credito di imposta.

Amianto

Il Ministero dell’Ambiente con il decreto del 16/06/2016 riconosce un credito d’imposta pari al 50% del costo sostenuto per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto. Il credito può essere fatto valere dalle imprese (quindi dai titolari di partita IVA) a prescindere dalla grandezza aziendale o dal settore di attività.

La spesa per lo smaltimento/rimozione deve essere compresa tra 20.000 e 400.000 euro e il credito di imposta può essere compensato nei tre anni successivi a quello di esecuzione dei lavori.

Attenzione

Gli eventuali costi per perizie ambientali concorrono alla detrazione solo nel limite del 10% e per un importo massimo di 10.000 euro.

Per ottenere il credito di imposta occorre fare domanda sul sito del Ministero dell’Ambiente, il quale entro 90 giorni approva o rifiuta la domanda. Alla richiesta occorre includere i seguenti documenti:

  • Pratica edilizia comunale (Comunicazione di inizio lavori oppure Segnalazione Certificata di inizio Lavori);
  • Progetto di bonifica (da presentare anche all’ASL territoriale un mese prima dell’inizio del lavoro);
  • Dichiarazione all’ASL di cessazione dei lavori e smaltimento.

Beni strutturali

Se sei un’impresa che opera al Sud Italia, hai diritto a un credito di imposta se investi il tuo denaro in beni strumentali (macchine, impianti, contratti di locazione, attrezzature). Hai diritto all’agevolazione per costi fino a:

  • 1,5 milioni di euro per le piccole aziende;
  • 5 milioni di euro per le medie aziende;
  • 15 milioni di euro per le grandi aziende.

I costi devono essere sostenuti in virtù di un “investimento iniziale”, ossia:

  • Per la creazione di un nuovo stabilimento;
  • Per l’acquisto di uno stabilimento in disuso e chiuso o di parti di esso;
  • L’estensione di uno stabilimento già in essere;
  • La modifica radicale della produzione di uno stabilimento;
  • La differenziazione della produzione di uno stabilimento.

Il credito di imposta spettante deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui si matura e nelle successive per la compensazione. Prima di usare il credito occorre inviare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione e ottenere dalla stessa un’autorizzazione.

Attenzione

Il credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali non é cumulabile con altre agevolazioni previste sui medesimi costi.

Contabilizzazione

Il credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali, ai fini contabili rappresenta una “somma erogata dallo Stato” (par. 79 dell’OIC 16). Il credito deve essere rilevato in due momenti distinti:

  • Quando esiste certezza della loro erogazione (par. 80, OIC 16) e quindi al momento del loro acquisto anche se il diritto sorge al momento della dichiarazione dei redditi;
  • Lungo la vita utile dei beni acquistati, per il processo di ammortamento (par. 81, OIC 16).

Il contributo può essere imputato in conto economico:

  • Con metodo indiretto, alla voce A5 “altri ricavi e proventi” (par. 51 dell’OIC 12) e, per la competenza relativa agli esercizi successivi, possono essere considerati risconti passivi.
  • Con metodo diretto, si usa il credito per ridurre il costo delle immobilizzazioni e quindi con meno ammortamenti nei prossimi esercizi di competenza.

Esempio concreto

Al 31/12/2016 hai un credito di imposta pari a 1.500 euro, che compenserai in 3 rate pari a 500 euro al 15/05/2017, al 15/05/2018, al 15/05/2019. L’aliquota di ammortamento dell’impianti é del 10%. Oltre alle classiche scritture di ammortamento dovrai contabilizzare:

  • Al 31/12/2016
  1. Da crediti fiscali oltre es. successivo 1.500
  2. A altri ricavi e proventi

Sempre al 31/12 occorre però riscontare le quote non di competenza del 2016. La quota di ammortamento del bene é del 10%, per cui solo 150 euro sono di competenza dell’esercizio. I restanti 1.350 euro sono da riscontare:

  1. Da altri ricavi e proventi 1.350
  2. A risconti passivi 1.350
  • Al 31/12/2017
  1. Da crediti fiscali entro es. successivo 500
  2. A crediti fiscali oltre es. successivo
  • Al 31/12/2018
  1. Da Erario c/IVA 500
  2. A crediti fiscali entri es. successivo
  1. Da crediti fiscali entro es. successivo 500
  2. A crediti fiscali oltre es. successivo
  • Al 31/12/2019 si completa con le scritture contabili sui risconti passivi al 31/12/2018.

Videosorveglianza

Se acquisti allarmi o dispositivi di videosorveglianza hai diritto a un credito di imposta. Per ottenerlo devi presentare specifica richiesta online all’Agenzia delle Entrate indicando i costi sostenuti. L’Agenzia, in funzione delle richieste ricevute, stabilisce la percentuale di credito spettante a ciascun contribuente.

Attenzione

L’agevolazione spetta alle persone fisiche non titolari di partita IVA. Chi invece possiede partita IVA ha diritto a un credito di imposta pari al 50%,ma solo se l’immobile in cui è stato installato l’impianto é adibito promiscuamente ad abitazione e impresa/lavoro autonomo.

Accise autotrasporatori

Hai diritto al credito d’imposta per le accise sulla benzina autotrasportatori solo se possiedi una macchina da tipo Euro 3 in sù. Il credito spetta a:

  • Possessori di macchinari con massa uguale o maggiore di 7,5 tonnellate;
  • Enti e imprese pubbliche di autotrasporto cui al D. Lgs. n. 422/1997;
  • Imprese interregionali di autotrasporto;
  • Enti pubblici e imprese di funivie.

Il credito può essere usato in compensazione tramite F24 indicando codice tributo 6740, entro l’anno di realizzazione del credito o al massimo entro il 31/12 dell’anno successivo.