Detrazione ristrutturazione

La tua casa ha una classe energetica molto bassa e ti ritrovi sempre un salasso in bolletta da pagare? Il tuo tetto ha subito dei danni a causa di temporali e forte vento e vorresti ripararlo? Hai un famigliare disabile e hai necessità di abbattere le barriere architettoniche? In tutti questi casi c’è solo una soluzione: ristrutturare casa.

Una soluzione che conviene anche dal punto di vista economico grazie alle detrazioni sulla ristrutturazione. In questa guida ti spiego come funzionano, chi può richiederle, per quali tipologie di lavoro sono disponibili, come calcolare gli importi detraibili, cosa bisogna fare per ottenerle e come richiederle per lavori svolti da te.

Come funziona

Se hai intenzione di ristrutturare la tua casa o singole parti di essa come ad esempio il bagno, la cucina, un balcone o il giardino, puoi usufruire del bonus sulle ristrutturazioni edilizie. La legge di stabilità 2016 (L. 208 28/12/2015) ha infatti esteso fino al 31 dicembre 2016 le seguenti detrazioni IRPEF:

  • 50% per le i restauri edilizi;
  • 65% per i lavori di miglioramento dell’efficienza energetica;
  • 65% per i lavori di adattamento antisismico.

Su quali immobili spetta

Il bonus spetta per i lavori di edilizia effettuati sia sulla prima casa, sia su immobili diversi dalla prima casa (quindi anche seconda casa, terza, ecc.) e nello specifico per le seguenti tipologie:

  • Immobili residenziali di tutte le categorie catastali e relative pertinenze, anche rurali;
  • Stabili residenziali (condomini), anche nelle parti comuni.

A chi spetta

Hai diritto alla detrazione non solo se sei proprietario dell’immobile per cui sostieni le spese di ristrutturazione, ma anche se ne sei:

  • Inquilino oppure comodatario;
  • Nudo proprietario;
  • Intestatario di un diritto reale (quindi per esempio diritto di uso, usufrutto, superficie e abitazione);
  • Socio di cooperativa o si società semplice (s.s.);
  • Imprenditore individuale (in questo caso l’immobile non deve essere un bene strumentale o merce).

Il bonus spetta ugualmente al tuo coniuge o al familiare convivente, anche se l’immobile é intestato a te, purché le fatture di ristrutturazione gli siano intestate.

Attenzione

Se il familiare o il coniuge a cui sono intestate le fatture é senza reddito (e quindi risulta a tuo carico), non può detrarre le spese di ristrutturazione. Non avendo reddito, non ha nulla da detrarre e quindi le agevolazioni andrebbero perse.

Quali ristrutturazioni

La detrazione per ristrutturazione al 50% o al 65% spetta per tutti i lavori di ristrutturazione straordinaria, tra cui (l’elenco é esemplificativo ma non esaustivo):

  • Creazione di autorimesse o posti auto;
  • Eliminazione di barriere architettoniche (per esempio tramite la realizzazione di un ascensore);
  • Realizzazione di lavori anche di alta tecnologia per favorire la mobilità di persone disabili gravi;
  • Lavori di bonifica dall’amianto;
  • Misure finalizzate a prevenire furti o atti illeciti;
  • Cablatura di edifici;
  • Lavori di ristrutturazione dell’immobile.

Riguardo a questo ultimo punto l’Agenzia delle Entrate é stata chiara: sono detraibili solo le spese di straordinaria amministrazione, e non quelle di ordinaria. Sono quindi detraibili, per esempio, il rifacimento dell’intero bagno comprensivo di tubature, il rifacimento dell’intero impianto idrico o di riscaldamento.

Non sono detraibili i lavori di installazione del solo box doccia o dei soli sanitari, il cambiamento di parquet o piastrelle o pavimenti, la tinteggiatura delle pareti, che rappresentano appunto interventi di manutenzione ordinaria.

Calcolo importo

In caso di ristrutturazione hai diritto a una detrazione IRPEF del 50%, che sale al 65% in caso di lavori per miglioramento della classe energetica o di adattamento antisismico. L’agevolazione non vale per qualsiasi somma, ma entro un determinato massimale: il limite di spesa di ristrutturazione su cui calcolare il bonus é pari a 96.000 euro e la detrazione così calcolata viene divisa in 10 quote annuali.

Esempio

Hai speso 20.000 euro per la ristrutturazione del bagno. Hai quindi diritto a una detrazione IRPEF pari a:

 

50% di 20.000 euro = 10.000 euro

 

Questi 10.000 euro vengono divisi in 10 quote, ossia 1.000 euro che ti saranno accreditati ogni anno in fase di dichiarazione dei redditi.

Esempio

Hai speso 100.000 euro per il rifacimento dell’impianto di riscaldamento di casa. Si tratta quindi di un lavoro di efficienza energetica per il quale la percentuale di detrazione é pari al 65% della spesa. La detrazione però, puoi calcolare sul massimale di 96.000 euro e non su tutti i 100.000 euro. Così:

 

65% di 96.000 euro = 62.400 euro

 

Questi 62.400 euro vengono divisi in 10 quote, ossia 6.240 euro che ti saranno accreditati ogni anno in fase di dichiarazione dei redditi.

Procedura e documenti

Per ottenere il rimborso IRPEF grazie al bonus sulle ristrutturazioni, devi seguire questa semplice ma necessaria prassi:

1. Inviare, tramite raccomandata A/R, una comunicazione di inizio lavori all’ASL competente. La comunicazione non va inviata quando la legislazione sulle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevede l’obbligo della comunicazione alla Asl.

Suggerimento

Puoi chiedere maggiori informazioni direttamente alla tua ASL di competenza, che potrebbe darti maggiori informazioni e fornirti anche eventuali moduli prestampati, che potrebbero essere diversi da un’ASL all’altra.

2. Pagare tutte le spese che intendi detrarre (quindi manodopera, materiali e spese di eventuali professionisti) tramite bonifico postale o bancario e conservare le relative ricevute dei bonifici (non é ammesso il pagamento con carta di credito). Nel bonifico devono necessariamente risultare:

  • La causale del versamento;
  • Il codice fiscale di chi usufruisce della detrazione e il codice fiscale o Partita IVA di chi riceve il bonifico.

Attenzione

Se la ristrutturazione riguarda le parti comuni di un condominio, nel bonifico occorre indicare anche il codice fiscale del condominio e quello dell’amministratore o del condomino che effettua il pagamento.

3.indicare i dati catastali dell’immobile in fase di dichiarazione dei redditi (con 730 o modello Unico). Se i lavori sono eseguiti dall’inquilino (o detentore in caso di altri diritti reali) occorre indicare anche i dati di registrazione dell’atto da cui ne deriva il titolo e tutti gli altri dati necessari per la verifica della detrazione del 50%. Nello specifico:

  • Nel modello 730 occorre compilare il “Quadro E Oneri e spese” – “Sezione III A spese e interventi di recupero del patrimonio edilizio” e “Sezione III B Dati catastali per usufruire delle detrazioni”.
  • Nel modello Unico occorre compilare Il “Quadro RP – Oneri e spese” – “Sezione III A spese e interventi di recupero del patrimonio edilizio” e “Sezione III B Dati catastali per usufruire delle detrazioni”.

In caso di spese di lavori di efficienza energetica occorre compilare, sia nel 730 che nell’Unico, la Sezione IV “Spese per interventi di risparmio energetico”.

Documenti da conservare

L’Agenzia delle Entrate, in ogni momento può chiederti prova delle spese sostenute, quindi tu devi conservare:

  • Tutte le ricevute/fatture delle spese sostenute (per manodopera, materiali, per eventuali professionisti come architetti, geometri, ecc.);
  • Le ricevute dei bonifici;
  • Le concessioni/autorizzazioni per i lavori realizzati. Se il tipo di lavoro non ne necessita alcuna, basta una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indichi il giorno di inizio dei lavori e sottolinei che i lavori effettuati sono tra quelli che possono godere di agevolazione;
  • Comunicazione di inizio lavori all’ASL, quando necessaria;
  • Domanda di accatastamento se l’immobile non era già accatastato.
  • Ricevute di pagamento dell’IMU laddove dovuta;
  • Se il lavoro riguarda parti comuni condominiali occorre la delibera assembleare di approvazione e la tabella millesimale di divisione dei costi;
  • Se il lavoro è effettuato dall’inquilino o dal detentore (e non é un familiare convivente), occorre una dichiarazione di consenso all’effettuazione dei lavori firmata dal proprietario dell’immobile.

Dichiarazione sostitutiva

Scarica subito il modello fac simile di dichiarazione sostitutiva atto di notorietà per indicare l’inizio dei lavori.

Dichiarazione di consenso

Scarica subito il modello fac simile di dichiarazione di consenso all’effettuazione dei lavori.

Lavori in proprio

Se effettui tu stesso i lavori di ristrutturazione, é possibile usufruire della detrazione. Purtroppo però hai diritto alla detrazione solo per le spese dei materiali usati e non per la manodopera, che essendo eseguita da te medesimo non è precisamente individuabile e quindi l’Agenzia delle Entrate non te la riconosce come detraibile.

Per quanto riguarda invece la procedura per richiedere la detrazione (appunto, solo per i materiali utilizzati), é la stessa è prevista per tutti: quindi occorre chiedere le relative autorizzazioni, comunicazione all’ASL se dovute, pagare i materiali con bonifico e poi dichiarare i costi nel modello 730 (o Unico).