Differenza tra redditometro e accertamento sintetico

La manovra Monti ha introdotto un più stretto controllo fiscale: sotto la lente di ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate andranno tutti coloro che dichiarano una somma, ma ne spendono un’altra, decisamente più alta. Da dove arrivano questi soldi? Sta al contribuente dimostrare che la maggiore disponibilità di denaro non provenga da evasione fiscale. Come? Durante il contraddittorio. Ma andiamo con calma e facciamo delle differenze.

Il redditometro é lo strumento messo a punto dal Fisco con cui vengono incrociati i dati di tutti i contribuenti: quanto si guadagna, quanto si dichiara, quanto si spende. È un sofisticato sistema informatico dove sono racchiusi e incrociati tutti i nostri dati.

Quali sono le differenze rispetto a prima? Fino a qualche tempo fa, l’accertamento sintetico si basava su elementi e circostanze predeterminati e stabiliti in un apposito decreto. Ora invece, il nuovo accertamento sintetico fa riferimento a qualsiasi tipo di spesa che il contribuente fa.

Quindi mentre prima le voci di spesa che venivano prese in considerazione durante la fase di accertamento erano specificatamente individuate (e nella fattispecie erano: spese per aeromobili, navi, imbarcazioni, roulottes, assicurazioni, residenze, collaboratori familiari e cavalli da corsa), dal 2013 ogni tipo di spesa rientrerà nel controllo. Per cui anche spese per asili, palestre, centri benessere, spese mediche, etc. Tutto sotto l’occhio vigile del Fisco.

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