Dove convalidare le dimissioni

Il termine “dimissioni in bianco” fa riferimento a una pratica, illegale, ma purtroppo molto diffusa, che obbliga i lavoratori appena assunti a firmare una lettera di dimissioni priva di data (ecco perchè si chiamano dimissioni in bianco). In questo modo il datore di lavoro prende il “potere” di licenziare il dipendente quando vuole, simulando le dimissioni del dipendente.

Questa pratica, illegale e con palese intento ricattatorio, é stata oggetto della cosiddetta riforma Fornero, la quale ha previsto che, tutte le dimissioni, debbano essere convalidate, a maggior ragione se il lavoratore dimissionario é una donna incinta oppure una donna o un uomo con figli di età non superiore ai 3 anni. Di seguito come procedere, dove convalidare le dimissioni e le risposte alle domande più frequenti.

La legge n.932 del 28.6.2012, n. 92 condiziona l’efficacia delle dimissioni della lavoratrice o del lavoratore alla convalida delle stesse. La ratio della convalida non é altro che un metodo, posto in essere dalla legge, per accertare che il lavoratore o la lavoratrice si stiano dimettendo realmente in maniera spontanea e non dietro ricatto del titolare. Dove possono essere convalidate le dimissioni? La convalida va effettuata in via alternativa:

1) presso la DTL (Direzione territoriale del lavoro) o il CPI (Cetro per l’Impiego) territorialmente competenti. In questo caso il lavoratore si recherà personalmente presso il DTL o il CPI per manifestare al funzionario incaricato la volontà reale di dimettersi. La legge non prevede particolari procedure, per cui la dichiarazione di volontà potrò essere fatta verbalmente o in forma scritta.

2) presso le sedi previste da singoli CCNL;

3) attraverso una dichiarazione del lavoratore dimissionario scritta in calce alla ricevuta di trasmissione del modulo di comunicazione (tale modulo é, ricordiamo, obbligatorio) delle dimissioni.

Se il lavoratore non effettua la convalida delle dimissioni, il rapporto di lavoro si intende risolto.

Sanzioni: ricordiamo infine che, il datore di lavoro che simuli le dimissioni del lavoratore facendogli firmare una lettera di dimissioni in bianco, è punito con la sanzione amministrativa da va da un minimo di 5.000 euro a un massimo di 30.000 euro.

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