Escita dall’euro e conseguenze sui mutui

Cosa succederebbe se l’Italia uscisse dall’euro? Un’ipotesi che ha preso piede decine di volte, da quando l’euro ha sostituito il vecchio conio, nel non lontano 2001. Tra pareri favorevoli e contrari all’adozione della moneta unica europea, una cosa é certa: il passaggio da lira a euro, sebbene abbia portato dei benefici da una parte (e innegabili danni dall’altra), é stato effettuato sottovalutando molti aspetti e conseguenze, che i governatori avrebbero dovuto prendere in maggiore considerazione.

Primo fra tutti il rapporto di conversione, ma anche le speculazioni successive e la conseguente impossibilità dell’Italia di gestire e coniare la propria moneta, nonchè la perdita della sovranità monetaria. Detto questo, negli anni si é spesso paventata l’ìpotesi di un ritorno alla lira, ma ultimamente questa possibilità ha preso più consistenza, caldeggiata in particolare prima dal M5S e poi non esclusa dal leader del centro destra Silvio Berlusconi.

Euro lira casa

Quali sarebbero le conseguenze di un ritorno alla lira? Cosa succederebbe a chi ha un mutuo? E chi invece deve ancora stipularlo, avrebbe convenienza maggiore rispetto ad oggi?

Premettendo gli effetti, come ci ha insegnato la storia, sono in parte imprevedibili, é possibile fare alcune supposizioni, ma molto dipende dal tasso di conversione che sarebbe dato al rapporto euro / lira e, ovviamente, da chi siede al governo. Vediamo perchè.

Se il tasso di cambio euro lira sarebbe fissato 1 a 1, in realtà non cambierebbe molto, soprattutto per chi ha un mutuo a tasso fisso: così come oggi si pagano rate di mutuo pari a 650 euro, domani si pagherebbero rate da 650 lire. Chi invece ha un mutuo a tasso variabile collegato al tasso Euribor (il tasso Euribor é il tasso a cui la BCE presta denaro alle banche), ha una situazione forse più incerta, ma neanche tanto. L’Euribor si applica da quando esiste l’euro e sebbene alcuni ipotizzino una sua conseguente scomparsa in caso di ritorno alla lira, questo non é necessariamente vero. Se anche l’Italia dovesse uscire dall’euro, l’Euribor potrebbe tranquillamente rimanere in vita, visto che ci sarebbero ancora tanti altri Paesi che adottano l’euro e nulla impedirebbe alla nostra Banca Centrale (Italiana e non più Europea), di mantenere collegati, almeno i mutui già erogati, al tasso suddetto.

Altro scenario. Il tasso di cambio non viene stabilito 1 a 1, ma a ritroso: a 1 euro corrispondono 1936,27 lire. In questo caso chi ora paga 600 euro di mutuo, domani si ritroverebbe a pagarne 1 milione e duecento mila lire. Chi ha già un lavoro, si ritroverebbe con uno stipendio che passerebbe da 1.200 euro a 2 milioni e 400 mila lire, tutto sommato un buon cambio, che consentirebbe comunque di sopportare le rate del mutuo.

I nuovi contratti di lavoro invece, verrebbero stipulati tenendo presente quale valore? Un impiegato verrebbe assunto con uno stipendio da 2 milioni e mezzo di lire, oppure da 1 milione? Si creerebbe quindi una discrepanza tra chi un lavoro ce l’ha già e a cui deve necessariamente essere applicato il tasso di conversione lira / euro fissato dalle autorità, e chi invece viene assunto con uno stipendio stimato sul valore reale che la lira andrebbe nuovamente ad assumere.

E soprattutto, la lira finirebbe per valere meno dell’euro, o potrebbe valere di più? in questo caso le autorità monetarie potrebbero intervenire con le opportune svalutazioni o rivalutazioni, avendo, grazie al ritorno alla lira, recuperato la propria sovranità monetaria. La verità, forse, é una sola: un ritorno alla lira non avrà conseguenze certe e prevedibili. Infinite possono essere le ipotesi, se chi sta al governo non valuta attentamente tutte le conseguenze. Molto dipende dalla politica di di governo o, in parole più semplici, da chi ci governa.

Lira o euro, una corretta gestione monetaria da parte delle autorità, consentirebbe di creare il giusto equilibrio tra vantaggi e svantaggi. Al momento però, l’Italia, essendoci l’euro, ha un raggio di azione molto limitato, mentre con la lira recupererebbe la sovranità monetaria e la possibilità di gestire nel migliore dei modi (si spera) le sorti del Paese e dei mutuatari, presenti e futuri.

E voi, auspicate o no un ritorno al vecchio conio?

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