Evasione contributiva INPDAP: pensioni a rischio

Il decreto “salva Italia” ha sancito la soppressione immediata dell’istituto previdenziale INPDAP e dell’ENPALS, che sono stati accorpati all’INPS, unico ente pensionistico (denominato Super INPS). Cosa é cambiato? Praticamente tutti contributi finora versati all’INPDAP sono passati all’INPS, l’attribuzione delle funzioni sono passate all’INPS, che succede all’INPDAP in tutti i rapporti, sia attivi che passivi.

Ciò significa che é garantita (o dovrebbe essere) la continuità delle prestazioni. I dipendenti dell’amministrazione pubblica pensionati, continueranno a ricevere regolarmente la propria pensione (che sarà erogata dall’INPS e non più dall’INPDAP) e per chi non é ancora in pensione, i contributi versati passano automaticamente all’INPS.

Il decreto é stato emanato allo scopo di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa e per ridurre complessivamente i costi di funzionamento di almeno 50 milioni di euro nel 2013 e 100 milioni di euro nel 2014. Al momento si tratta solo di previsioni, perchè ancora non si sa se questo accorpamento porterà dei benefici reali alla spesa pubblica e al sistema previdenziale in generale.

Quello che invece é un dato di fatto, é che la soppressione dell’INPDAP e dell’ENPALS, hanno creato un pò di panico, soprattutto perchè girano voci in rete, che l’INPDAP abbia moltissimi debiti e che l’INPS non sarà in grado di saldare. Sembra che l’INPS con questo accorpamento, si sia accollato un buco di ben 23 miliardi di euro perchè lo Stato non ha pagato i contributi previdenziali dei suoi dipendenti.

Inps Inpdap pensioni a rischio: lo Stato ha evaso i contributi dei suoi dipendenti

C’è da preoccuparsi? Purtroppo sì. Non si tratta di sole voci di rete infondate, né di cosiddette bufale. L’allarme arriva direttamente dal presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua che, in un primo momento aveva dichiarato “l’Inpdap non devasterà l’Inps”, per poi ricredersi a fatto compiuto. In un successivo messaggio agli ex Ministri Grilli e Fornero, ha infatti sottolineato come il patrimonio netto sarà sufficiente a sostenere una perdita solo per altri tre anni, in pratica fino al 2015. Se non ci saranno presto interventi radicali quindi, ulteriori problemi di liquidità potrebbero incidere davvero negativamente anche sul pagamento delle pensioni.

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