Flat Tax

Attirare i capitali è uno dei principali compiti e obiettivi dei paesi che vogliono crescere. I periodi di crisi, i problemi diplomatici e i cambiamenti politici sono sempre momenti propizi per offrire tassazioni vantaggiose come le Flat tax. Anche l’Italia ne ha ideata una allo scopo di attirare i ricchi in fuga dall’Inghilterra dopo il brexit.

In questa guida ti spiego come funziona la Flat tax italiana, quali sono i requisiti, qual è l’importo di tasse da pagare, come fare domanda, quali sono tutti i vantaggi e gli svantaggi di questa soluzione, quali sono le differenze con le normali imposte e quali sono le tassazioni agevolate degli altri paesi europei.

Cos’è

Il significato in italiano di flat tax é “tassa piatta”: si tratta di una tassa proporzionale introdotta con la legge di bilancio 2017 e che ha lo scopo di attirare i ricchi (i cosiddetti High net worth individual).

Come funziona

La tassa funziona molto semplicemente: chi chiede la residenza fiscale in Italia e portarvi quindi anche i propri redditi esteri paga una tassa al posto dell’IRPEF pari a 100.000 euro all’anno, indipendentemente dal reddito estero generato.

Se il ricco in questione ha dei famigliari di cui all’articolo 433 del codice civile, può estendere il beneficio anche a loro: in questo caso i famigliari che a loro volta trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia non pagherebbero 100.000 euro ma ancora meno, solo 25.000 euro a persona (sempre in riferimento al periodo di imposta).

Attenzione

I redditi soggetti alla flat tax sono quelli prodotti all’estero. Non é valida per i redditi prodotti in Italia.

Requisiti: a chi spetta

È possibile aderire alla flat tax se residenti in uno stato estero da almeno nove anni nei dieci precedenti la scelta del regime agevolato. In questo modo si evita che qualcuno se ne vada dall’Italia e poi ritorni subito qui avendo lo status di non residente, solo per aver vissuto all’estero per pochi mesi.

E’ quindi necessario aver vissuto all’estero (e avervi la residenza) per almeno 9 anni negli ultimi dieci, in caso contrario non hai diritto di aderire al regime. Qualunque sia il livello reddituale, si pagheranno solo 100.000 euro di tasse e non sarà applicata l’IRPEF per i redditi prodotti all’estero.

Attenzione

Per accedere al regime forfettario é necessario avere la residenza all’estero e poi trasferirla in un Comune italiano.

Importo

Non ci sono calcoli da fare per il pagamento dell’imposta: l’importo é sempre pari a 100.000 euro qualunque sia il livello di reddito.

Se il reddito é di 10 milioni di euro o 100 milioni di euro, la tassa sarà comunque pari a 100 mila euro all’anno. La misura infatti ha introdotto questa tassa fissa allo scopo di attirare in Italia i capitali ricavati all’estero e far rientrare i cosiddetti “paperoni”.

La flat tax ha quindi suscitato da parte di alcuni, varie critiche per quanto riguarda la sua legittimità: la Costituzione infatti, all’articolo 53, stabilisce che tutti i cittadini devono contribuire alle spese dello Stato in base alle proprie possibilità contributive e secondo criteri di progressività.

Criterio che secondo i detrattori di tale criterio, verrebbe completamente a mancare con una flat tax che, di fatto, prevede una tassa di 100 mila euro indipendentemente dal proprio reddito.

Domanda: come aderire

Aderire alla flat tax é molto semplice: basta indicare l’adesione al regime in fase di dichiarazione dei redditi, al momento della compilazione del 730 o Unico.

Per evitare che la richiesta non sia accettata e quindi fare programmi in base a questa tassazione così ribassata, puoi fare prima un interpello all’Agenzia delle Entrate, nella quale richiedere appunto se é possibile applicare la flat tax al tuo caso.

È necessario inviare l’istanza alla Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate:

  • Tramite raccomandata A/R;
  • Tramite PEC;
  • Consegnata a mano.

Nell’istanza bisogna dichiarare:

– I dati anagrafici;
– Il codice fiscale se già in possesso;
– L’indirizzo di residenza in Italia se già in possesso;
– Lo status di residente in altro Paese per almeno nove anni negli ultimi dieci;
– Lo Stato ultimo in cui si ha avuto la residenza fiscale.

È obbligatorio inoltre presentare una check list indicante tutti i requisiti necessari per aderire al regime forfettario ed eventuale documentazione aggiuntiva richiesta dall’Agenzia delle Entrate.

Vantaggi

I vantaggi della flat tax sono presto detti:

  • Si attirano i capitali stranieri. Un ricco imprenditore che viene a vivere in Italia porta qui anche i suoi consumi e sicuramente i consumi di un soggetto molto benestante sono nettamente diversi rispetto a quelli di una classica famiglia;
  • Le casse dello stato si riempiono di “solo” 100mila euro a contribuente, con le aliquote IRPEF ne entrerebbero molti di più questo é vero, ma sicuramente se ai redditi venissero applicati i classici scaglioni IRPEF questi ricchi non tornerebbero in Italia, quindi la differenza sta nell’incassare zero e incassare invece centinaia di migliaia di euro;
  • La burocrazia é più semplice. Non ci sono noiosi e lunghi calcoli da fare per pagare questa e quella tassa. L’importo é unico indipendentemente dal reddito: sono sempre 100.000 euro all’anno, non ci sono altri calcoli da fare.
  • Il contribuente paga una tassa unica. E’ chiaro che in questo caso ad essere avvantaggiati sono i più ricchi. Un plurimilionario con un reddito da 200 milioni di euro dovrebbe pagare milioni di euro di tasse se si applicasse il regime ordinario, invece con la flat tax sono sempre solo 100 mila euro annui;
  • Il contribuente non é tenuto agli obblighi di dichiarazione per rispondere al monitoraggio fiscale (art. 4 D.L. n. 167/1990 – quadro RW relativo alle attività patrimoniali e finanziarie che si trovano all’estero;
  • Il contribuente non deve pagare le imposte patrimoniali IVIE e IVAFE sulle attività estere.

Svantaggi e critiche

La prima critica che ha ricevuto questo sistema di flat tax é stata quella di una presunta incostituzionalità. L’articolo 53 della Costituzione infatti sancisce che il sistema fiscale deve funzionare secondo criteri di progressività, qualità che verrebbe a mancare con un’imposta unica per tutti i redditi. In realtà la tassa non mina il nostro sistema tributario, che rimane comunque progressivo (l’IRPEF é progressiva).

La flat tax sarebbe solo una misura ad hoc per attrarre denaro che altrimenti non sarebbe mai rientrato in Italia. È una sorta di “calamita” atta a richiamare dei redditi in territorio italiano, nelle casse del fisco e di conseguenza sovvenzionare la spesa pubblica e i consumi.

Inoltre la flat tax non va a toccare i redditi bassi: di certo non si può chiedere a una famiglia con un reddito normale di pagare 100.000 euro all’anno. I redditi minori quindi continuano ad applicare la più bassa aliquota IRPEF (23%).

Per non parlare poi del fatto che non é la prima volta che in Italia si applica un’imposta in misura fissa e non progressiva. L’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) infatti é calcolata al 24% indipendentemente dal reddito prodotto dall’impresa.

Un’altra critica ricevuta dalla flat tax é che non basti. Secondo alcuni economisti infatti all’italiana non serve tanto attirare i cosiddetti “Paperoni” ma imprese, lavoro e lavoratori.

Infine, parlando di svantaggi, il contribuente che aderisce alla flat tax non può cumularla con l’agevolazione prevista dall’articolo 44 del D.L. n. 78/2010 in relazione ai ricercatori che lavorano all’estero (lavoratori rimpatriati) di cui all’articolo 16 del D.Lgs. n. 147/2015, in tema di regime speciale per lavoratori rimpatriati.

Differenza con normale imposta

La flat tax é un’imposta né proporzionale né progressiva, é fissa. Il contribuente paga un’importo pari a 100 mila euro qualunque sia il suo reddito. L’IRPEF invece é sia proporzionale che progressiva e segue questo schema:

Imposte progressive
Reddito in euroAliquota
0 a 15.00023%
15.001 a 28.00027%
28.001 a 55.00038%
55.001 a 75.00041%
da 75.00143%

I destinatari della flat tax sono quei contribuenti ai quali verrebbe applicato l’ultimo scaglione di IRPEF, corrispondente a un’aliquota del 43%.

Esempio

Reddito pari a 10 milioni di euro. L’importo della tassa secondo i criteri IRPEF sarebbe pari al 43%, quindi all’incirca 4 milioni di euro. Grazie alla flat tax il contribuente paga solo 100.000 euro.

Quali paesi la hanno

La flat tax non é un’idea del governo italiano. Essa si applica anche in altri Paesi in Europa, a partire già da vari anni. Inoltre, in questi Paesi é prevista la sua applicazione a tutti e non solo a una classe di contribuenti (come nel caso italiano: ai più ricchi). Ecco di seguito i Paesi europei dove già vige una flat tax e la relativa aliquota:

Aliquote degli altri paesi
PaeseAliquota
Estonia20%
Georgia12%
Lettonia25%
Lituania33%
Romania16%
Russia13%
Serbia14%
Slovacchia19%