I dipendenti pubblici possono aprire una partita IVA ?

L’apertura della partita IVA da parte di un dipendente statale, é un argomento che ha sempre generato dubbi e perplessità: i dipendenti pubblici possono aprire partita IVA e quindi svolgere anche un’attività privata? Per rispondere a questo quesito si deve, innanzitutto, fare riferimento alla norma che disciplina il pubblico impiego: l’articolo 53 del D.Lgs. del 30/03/2001 n.165 (Testo Unico sul pubblico impiego).

Nella guida di oggi quindi come deve comportarsi un soggetto che ha un impiego subordinato (sia a tempo determinato che a tempo indeterminato) con la Pubblica Amministrazione Italiana.

Lavoro

I dipendenti pubblici possono aprire una partita IVA?

La suddetta norma non non vieta al dipendente statale di aprire la partita IVA e non esiste nessuna norma che nello specifico la vieti, anche perchè, l’apertura della partita IVA non é altro che la richiesta di attribuzione di un numero che indicherà l’attività del soggetto e che sarà determinante per il pagamento di imposte e tributi.

Il Testo Unico sul Pubblico Impiego, però, sottolinea il principio generale dell’esclusività del rapporto di lavoro con l’amministrazione statale, secondo il quale quindi il dipendente statale, é obbligato a prestare la propria attività lavorativa solo nei confronti della pubblica amministrazione da cui dipende.

Lo scopo della norma é quello di incentivare il lavoratore a destinare le proprie energie lavorative solo verso la Pubblica Amministrazione, garantendo l’imparzialità e il buon andamento dell’attività, non contrastando in alcun modo con gli obblighi e i doveri istituzionali, evitando nella maniera più assoluta conflitti di interessi fra Amministrazione Pubblica e dipendenti statali. La risposta é quindi no: il dipendente pubblico non può prestare attività lavorativa diversa.

L’apertura della partita IVA, è comunque un’opportunità che viene concessa solo in alcuni casi: per esempio, possono aprire una partita IVA e quindi lavorare in proprio, i dipendenti statali part time con prestazione lavorativa non superiore al 50% e i docenti, che possono esercitare la libera professione (per esempio un professore di economia aziendale può anche essere commercialista). Questa possibilità è concessa sempre che il lavoro autonomo non pregiudichi il corretto espletamento dei compiti istituzionali.

Un altro caso in cui è possibile esercitare altre attività, é in occasione di incarichi sporadici: in questo caso però il dipendente pubblico non aprirà partita IVA, essendo l’attività diversa di tipo sporadico, ma potrà prestare attività occasionali e che non abbiano interferenza alcuna con l’impiego pubblico.

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