Imposta sostitutiva

Hai da poco acceso un mutuo per la tua prima casa e hai scoperto che devi pagare solamente l‘imposta sostitutiva? Hai richiesto un finanziamento per l’acquisto di una macchina e hai scoperto che basta pagare l’imposta sostitutiva al posto di tutte le altre imposte? Sono sicuro che vorrai capire cos’è questa imposta così allettante, vero?

In questa guida sull’imposta sostitutiva ti spiego come funziona, come pagarla e quando, cosa succede per omesso o tardivo pagamento e come provvedere con un ravvedimento operoso, quali sono gli importi per il TFR, l’accensione di un mutuo o la richiesta di un finanziamento. Ecco cosa devi sapere.

Cos’è

L’imposta sostitutiva, come lo stesso nome fa intendere, é un tributo che in determinati specifici casi sostituisce precise imposte, come il bollo, l’imposta di registro, ipotecaria e catastale (in caso di mutuo per acquisto prima casa), l’IRPEF, le imposte regionali e comunali (nel regime dei contribuenti minimi e nel regime forfetario).

Non esiste un solo codice tributo per l’imposta sostitutiva: esso varia in base all’imposta che va a sostituire. Per esempio, per il pagamento dell’imposta sostitutiva da pagare in caso di organizzazione di un concorso a premi si usa il codice tributo 1672, mentre per il ricalcolo delle partecipazioni si usa il codice tributo 8055.

Come si paga e chi deve pagarla

Generalmente l’imposta sostitutiva si paga tramite modello F24 sul quale occorre indicare il codice tributo di riferimento. Tutti i soggetti interessati sono tenuti al pagamento dell’imposta sostitutiva in base al proprio specifico caso e secondo criteri e scadenze previste dall’Agenzia delle Entrate.

Per esempio, i contribuenti in regime forfetario devono versarla non oltre il 30 novembre (in caso di importi irrisori) oppure in due rate (non oltre il 16 giugno e il 30 novembre).

TFR

Il datore di lavoro ogni anno accantona per il suo dipendente una quota TFR, che confluisce nel “fondo TFR”. Ogni anno al 31 dicembre, tutto il saldo di denaro presente nel fondo (tranne la quota versata quell’anno) deve essere rivalutato e moltiplicato per uno specifico coefficiente, composto da un’aliquota fissa (pari all’1,50%) e una variabile (pari al 75% del tasso di inflazione ISTAT).

Attenzione

Non si calcola imposta sostitutiva se il dipendente ha deciso di versare il TFR in un fondo pensione privato.

Esempio

Al 31/12/2018, l’azienda ha accantonato 21.500 euro, di cui 1.500 accantonati nell’ultimo anno. Occorre quindi rivalutare il saldo pari a 20.000. Questo importo (20.000) deve quindi essere moltiplicato per un coefficiente composto da 1,50 + 75% di x (tasso di inflazione). Supponiamo che il tasso di inflazione sia pari a 1%. Il coefficiente a cui rivalutare il saldo é quindi 1,50 + 0,75 = 2,25%.

Sulla rivalutazione del TFR l’azienda datrice di lavoro deve inoltre calcolare un’imposta sostitutiva pari al 17%. Tale imposta va versata tramite modello F24 all’Agenzia delle Entrate, in due date: un primo acconto non oltre il 16/12 dell’anno di calcolo della rivalutazione e il saldo non oltre il 16/02 dell’anno dopo.

Calcolo acconto e saldo

L’imposta sostitutiva va versata in due momenti: una in acconto non oltre il 16 dicembre e una a saldo non oltre il 16 febbraio dell’anno dopo. In qualità di acconto si versa il 90% dell’imposta dovuta, mentre al 16 febbraio dell’anno dopo si versa il restante 10%.

Versamento

L’acconto da versare al 16 dicembre va pagato tramite modello F24 indicando il codice tributo 1712; per il saldo invece, da pagare al 16 febbraio dell’anno dopo, occorre usare sempre il modello F24 e indicare il codice tributo 1713.

Il pagamento viene effettuato direttamente dall’azienda datrice di lavoro che ogni anno accantona il TFR (e che quindi funge da sostituto di imposta) che, se possiede altri crediti tributari, può usarli per compensazione.

Mutuo

Se ottieni un mutuo per prima casa, al posto dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale devi pagare un’imposta pari allo 0,25% del mutuo ottenuto. Per ottenere tale aliquota agevolata é necessario che la condizione di “prima casa” risulti in una dichiarazione inserita nella richiesta di mutuo (D.L. 168/2004).

Esempio

Importo di mutuo pari a 100.000 euro concesso per l’acquisto di una prima casa (che costa 150.000 euro). Si applica un’imposta pari allo 0,25% su 100.000 euro = 250 euro.

In caso di seconda casa, si applica comunque un’imposta sostitutiva al posto di imposta di registro, ipotecaria e catastale, ma l’aliquota sale al 2%.

Esempio

Importo di mutuo pari a 200.000 euro concesso per l’acquisto di una seconda casa (che costa 300.000 euro). Si applica un’imposta pari al 2% su 200.000 euro = 4.000 euro.

Attenzione

L’aliquota dello 0,25% si calcola non solo sui mutui diretti all’acquisto della prima casa, ma anche ai mutui per le aziende e ai mutui ipotecari per liquidità (quindi non orientati a un acquisto specifico).

Finanziamenti

Se hai intenzione di chiedere un finanziamento a medio lungo termine, sull’importo erogato dalla banca a titolo di prestito si può pagare un’imposta opzionale al posto delle imposte di bollo, di registro, ipotecaria, catastale e della tassa di concessione governativa.

Attenzione

Aderire al regime di imposizione sostitutiva non è obbligatorio, ma opzionale. Puoi quindi decidere, in base a dei calcoli di convenienza, se optare per il regime ordinario (e quindi versare imposta di registro, bollo, ecc.) oppure optare per l’imposta sostitutiva. L’opzione deve essere esercitata nell’atto di finanziamento. In assenza di tale scelta si applica direttamente il regime ordinario.

L’imposta sostitutiva é pari a:

  • 0,25% dell’importo finanziato, secondo l’aliquota ordinaria;
  • 2% dell’importo finanziato in caso di prestito per acquisto, costruzione e ristrutturazione seconda casa (o terza, ecc.);
  • 0,125% dell’importo finanziato alle cooperative edilizie.

Ravvedimento

In caso di omesso, tardivo o inesatto versamento dell’imposta sostitutiva, l’Agenzia delle Entrate applica sanzioni e interessi. Tuttavia, se ti “ravvedi” quindi dichiari l’omissione, il ritardo o l’errore prima di ricevere un richiamo dalla stessa Agenzia, sei “premiato” con uno sconto sulla sanzione.

Sanzioni e interessi devono essere pagati tramite modello F24 indicando i seguenti codici tributo:

  • 1992 per indicare gli interessi dovuti;
  • 8912 per indicare le sanzioni su ravvedimento per imposte sostitutive di IRAP e IVA;
  • 8913 per indicare le sanzioni su ravvedimento per imposte sostitutive dell’IRPEF.