Limite contanti 2016 su versamenti e prelievi

La legge di stabilità 2016 del governo Renzi, ha modificato il limite massimo per il pagamento in contanti, innalzandolo a 3.000 euro. In effetti, non poche erano state le polemiche quando la soglia era passata a 1000 euro e l’esecutivo ha così deciso di “allargare la maglia”.

Nel rispetto della normativa antiriciclaggio, si è ritenuto opportuno innalzare la soglia per il trasferimento di denaro in contante, libretti e titoli al portatore. Il limite vale solo per queste tipologie di trasferimento e, come vedremo di seguito, non vale per prelievi e altre specifiche operazioni.

Euro

Soglia massima 3000 euro: quando si può superare

Il limite di 3000 euro si applica al trasferimento di denaro in contante tra soggetti diversi. Per esempio quindi, in negozio, non è possibile acquistare una camera da letto di valore superiore a 3.000 euro pagando in contanti. Si potrà pagare con bancomat o carta di credito, oppure con assegno se il negozio lo accetta.

Per quali tipi di pagamenti invece, si può superare il limite massimo di 3.000 euro? In base alla disciplina, tale limite non si applica:

1. a prelievi o versamenti in contanti che un soggetto fa in banca o in posta. In questo caso l’operazione non è tra soggetti diversi, ma tra un soggetto e un intermediario abilitato. Per quanto riguarda i prelievi di contanti, più che altro il dipendente addetto alla banca/posta, potrà chiedere la motivazione per cui si intende prelevare quella somma, ma non potrà negarla.

L’operazione sarà comunicata ai vertici dell’istituto che deciderà se comunicarla, a sua volta, all’Unione Informazione Finanziaria (UIF ), l’autorità preposta agli ulteriori controlli. Se quest’ultima rileverà elementi sospettosi in merito al reato di riciclaggio, inoltrerà un avviso in Procura.

2. I pagamenti rateali. L’importo totale di tutte le rate può superare i 3.000 euro, purchè tale accordo risulti da atto scritto o da fattura.

Sanzioni

Per le violazioni della soglia nei casi previsti, si applica una sanzione amministrativa sulla soma trasferita. Tale sanzione va dall’1% al 40% dell’importo e non può mai essere minore di 3.000 euro. Se il trasferimento supera i 50.000 euro, la sanzione minima è pari a 15.000 euro.

La disciplina infine, sottolinea che, il professionista venuto a conoscenza della violazione, deve inoltrarne comunicazione alle autorità preposte, altrimenti incorre egli stesso in una sanzione amministrativa che va dal 3% al 30% dell’importo trasferito. Anche in questo caso, la sanzione minima non può essere mai minore di 3.000 euro.

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