Movimento Partite IVA Sardegna

Era agosto del 2011 quando moltissimi titolari di partite IVA a Cagliari, artigiani, commercianti e pastori stanchi, hanno occupato la sede Equitalia, oppressi dalle continue richieste dell’ente. Interessi e oneri fino al 50%, multe già pagate che vengono nuovamente inoltrate ai cittadini, pignoramenti sulle prime case per importi irrisori e richieste di pagamento di cartelle vecchie decenni.

Siamo nel 2013 e la protesta non ha smesso di andare avanti: la class action della Sardegna contro Equitalia ha ora dei concetti e delle date certe. Appuntamento al TAR del Lazio mercoledì 20 marzo, dove sarà discusso il ricorso presentato da 500 contribuenti nei confronti di Equitalia. I contribuenti contestano che Equitalia abbia il monopolio nel suo settore, non assegnato da una gara d’appalto; l’iter leggi sequestri e l’esenzione dall’Iva di cui gode la società sulle operazioni di recupero dei tributi.

In Sardegna é nato un vero e proprio movimento: la class action è assistita dall’avvocato Francesco Scifo, un’azione legale collettiva che mette in risalto e in discussione la posizione esclusiva e quindi privilegiata di Equitalia. La class action é stata proposta dal Movimento artigiani e commercianti liberi Sardegna e l’Associazione giuristi indipendenti. È stata prima depositata, da parte dell’avvocato, una lettera di diffida (preambolo necessario prima del ricorso al giudice) presso la stessa Equitalia, il ministero dell’Economia e delle finanze, l’Agenzia delle entrate e l’Inps. Il 20 marzo appuntamento al Tar del Lazio.

Gli interessati alla class action, possono visionare il sito internet www.movimentoartigianiecommercianti.com, dove é possibile consultare i documenti, le notizie sull’andamento della class action e in generale sull’argomento. Sul sito sono elencati anche i responsabili per territorio, impegnati anche nella raccolta di adesioni. L’adesione al movimento (nato come movimento Partite IVA ma poi esteso a tutti i contribuenti) prevede un contributo individuale iniziale di 50 euro e la firma sul modulo di delega all’avvocato Scifo per l’esercizio della class action. Tutte le spese legali sono totalmente a carico delle associazioni fondatrici dell’iniziativa.

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